Alice non vede solo meraviglie

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La signora Chirra-Mäder, 74 anni e da 7 in sedia a rotelle, ci conduce nella sua quotidianità non sempre rose e fiori

Alice non vede solo meraviglie
La signora Chirra-Mäder con il cane Lotus. © CdT/Chiara Zocchetti

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La signora Chirra-Mäder con il cane Lotus. © CdT/Chiara Zocchetti

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Non se lo sarebbe mai aspettato. Come avrebbe potuto, d’altronde? Non era mai successo che il Cinema Iride le impedisse di entrare, ad Alice Chirra-Mäder, 74 anni, costretta da 7 su una sedia a rotelle elettrica. Eppure è successo, quest’estate. Il motivo? Il suo cane di assistenza, che le permette di vivere ancora in autonomia. A nulla sono valse le spiegazioni alla cassa: anche dopo aver chiesto di parlare con il responsabile, le è stato ribadito che da quest’anno le persone disabili con cane non possono più entrare.

A questo episodio se ne sono aggiunti altri due. Il primo riguarda la Corsa della speranza di settembre. Dopo essersi iscritta (è aperta anche ai disabili), la nostra interlocutrice si è presentata per la manifestazione, ma dopo la via Nassa non le è più stato possibile proseguire. «Attraversare la strada sulle strisce pedonali non era possibile, e con la sedia elettrica non si può né scendere né salire sui marciapiedi molto alti davanti al LAC». Morale: ha finito per proseguire sulla strada, nella corsia dei bus, fino al debarcadero di Paradiso, «prima di trovare nuovamente un posto dove poter rientrare sul lungolago». Ha quindi interrotto la corsa ed è tornata allo stand dell’iscrizione in piazza Riforma, dove ha dichiarato di essersi sentita «veramente esclusa, peggio, presa in giro».

Un cane «scomodo»

Il terzo episodio concerne infine una prova di tiro allo stand di Bedano, sempre in settembre, a cui la signora si era iscritta tramite l’associazione InSuperAbili. Solo in seguito le è stato detto che non avrebbe potuto partecipare con il suo cane. Un cane – ha specificato la signora – «da lavoro, abituato a tutti i rumori, compresi quelli dello stand di tiro». E con alle spalle un’educazione pluriennale volta a prepararlo ad accompagnare la persona disabile dappertutto, specifica Chirra-Mäder.

Tre risposte

Davanti a quelle che, ai suoi occhi, sono delle vere e proprie discriminazioni, Chirra-Mäder non è rimasta con le mani in mano. Anzi: ha scritto ai diretti interessati. E ha ricevuto tre risposte. Partiamo dallo stand di tiro. Dal comitato direttivo di InSuperAbili fanno sapere, dopo aver sottolineato la natura privata dello stand (messo a disposizione dei soci di InSuperAbili per una o due serate per una prova di tiro con la pistola), che il gruppo aveva organizzato un trasporto a titolo gratuito disposto ad accompagnarla dal domicilio fino allo stand di tiro e ritorno. Una volontaria avrebbe provveduto ad aiutarla in caso di necessità. L’organizzatore ha quindi chiesto a lei e a un’altra signora in condizioni analoghe di non portare i rispettivi cani (quest’ultima l’ha fatto), in quanto non reputa lo stand «un luogo adatto a loro». La decisione – si legge nell’e-mail – vuole evitare agli animali di soffrire a causa del rumore e scongiurare reazioni impreviste e non controllabili. Si sottolinea che «(...) non è stato discriminato nessuno tant’è vero che erano presenti ben 8 persone con disabilità (...)» e si ribadisce la totale estraneità ai fatti dello stand di tiro. Una risposta, questa, che lascia insoddisfatta Chirra-Mäder: «Decido io cos’è meglio per il mio cane. Io dovrei lasciare il mio cane a casa da solo. È vero che lo faccio tante volte, ma non per più di un’ora».

Un errore e delle scuse

Veniamo al Cinema Iride. La signora ha ricevuto una lettera in cui si legge che «Chiaramente c’è stato un errore da parte del personale (...)». Dopo essersi scusati, i responsabili del cinema scrivono che «Da quando abbiamo rinnovato la sala, è stato deciso di imporre un divieto di entrata per gli animali, ma chiaramente ci sono delle eccezioni. Purtroppo le cassiere (tra cui una in formazione) non ne hanno tenuto conto». Sono state anche spedite due entrate omaggio. La donna è tornata alla sala di recente. «Mi stavano già guardando storto. Poi hanno visto che il cane aveva la sua mantellina e mi hanno lasciata entrare». Infine, per quanto riguarda la Corsa della speranza, il destinatario della missiva si è rivelato non essere l’organizzatore dell’evento, come inizialmente ritenuto dalla signora. Questi le ha comunque assicurato che comunicherà agli organizzatori le sue rimostranze.

Dislivelli pericolosi

Al di là di questi tre episodi, in generale alla signora spiace che a Lugano, almeno nei tratti da lei percorsi, non siano previste strisce pedonali e, di conseguenza, un abbassamento del marciapiede. «Non posso scendere e devo camminare sulla strada. Tutti si toccano la fronte per dire questa è matta. Però se non posso né salire né scendere dai marciapiedi, come faccio?». Capita, a volte, che certi marciapiedi siano abbassati, ma non a sufficienza: un dislivello che può causare la spaccatura delle ruote della carrozzella. Anch’esso contribuisce a rendere meno agevole una quotidianità, quella di Alice Chirra-Mäder, che a tratti si rivela ancora essere estremamente intricata.

«L’impegno per migliorare c’è»

Da parte sua, Inclusione andicap Ticino spiega che «Il quadro legislativo ha lo scopo di ridurre o eliminare gli svantaggi nei confronti delle persone con disabilità». Secondo la Legge sui disabili, il trasporto pubblico dovrà essere accessibile in autonomia alle persone con andicap entro la fine del 2023.

«Oggi infatti, chi ha una disabilità, il bus lo usa poco», rileva l’associazione. Il Cantone si sta impegnando «e, da quando sono disponibili le linee direttive cantonali per la concezione delle fermate del bus, alle quali abbiamo direttamente collaborato, il cambiamento si nota». Necessario sarà anche adattare ciò che circonda la fermata del trasporto pubblico. Quanto ai cani guida o d’accompagnamento, secondo le leggi in vigore la persona con disabilità gode del pieno diritto di accedere alle prestazioni fornite dai privati (banche, negozi, cinema, teatri, eccetera) accompagnata dal suo cane d’utilità. Se una persona con disabilità si sente discriminata, può contattare la consulenza giuridica di Inclusione andicap Ticino: 091/850.90.90.

«La Città ha ottenuto un credito proprio per intervenire sulle barriere architettoniche», spiega dal canto suo Michele Bertini, capodicastero Spazi urbani. «Un buon numero di interventi sono stati fatti spostando il gradino del marciapiede in prossimità degli attraversamenti». E sono stati fatti anche altri interventi per favorire l’accessibilità ai portatori di andicap o ai disabili; altri sono pianificati. Uno degli ultimi concerne il cimitero di Lugano: i loculi non erano accessibili ai disabili e sono quindi state create delle rampe. Spesso, prima di intervenire, vengono fatti sopralluoghi con Inclusione andicap. «Invito a segnalare esigenze particolari», così Bertini. «La sensibilità c’è, così come la disponibilità finanziaria allocata già anni fa dal Consiglio comunale».

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