Alla riconquista del Ceresio fra spiagge e passeggiate

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Diversi dei quattordici Comuni del Luganese che si affacciano sul lago hanno in cantiere proposte per aumentare l’accesso alle rive - Si va dalle rinaturazioni a passerelle pedonali lunghe centinaia di metri

Alla riconquista del Ceresio fra spiagge e passeggiate
© CdT/Gabriele Putzu

Alla riconquista del Ceresio fra spiagge e passeggiate

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Alla riconquista del Ceresio fra spiagge e passeggiate

Alla riconquista del Ceresio fra spiagge e passeggiate

Alla riconquista del Ceresio fra spiagge e passeggiate

Alla riconquista del Ceresio fra spiagge e passeggiate

Sono quattordici i Comuni del Luganese il cui territorio si affaccia sul Ceresio. E tutti, oltre a questo privilegio, condividono lo stesso problema, vale a dire un accesso al lago limitato rispetto ai chilometri di rive a disposizione, per motivi morfologici e urbani (proprietà private, un’onnipresente strada che passa a pochi metri dalle rive). La Città di Lugano, come noto, intende svelare a breve un progetto che mira a identificare e rendere fruibili ai bagnanti alcune aree lungo il Ceresio sul territorio comunale (alcune possibilità sono già state rese note). Ma non è solo Lugano ad affacciarsi sull’omonimo lago. E, come la Città, anche molti degli altri Comuni stanno implementando soluzioni che mirano a riconquistare le rive, a beneficio dei cittadini. Quella che segue è una panoramica di questi progetti.

Da Melano a Paradiso

Partiamo da Melano, dove il piatto forte è la progettazione di una passeggiata in riva al lago di 700 metri che fra le altre cose permetterà di aumentare la superficie a disposizione dei bagnanti al lido comunale. Passeggiata che, in seguito, si intende prolungare sino a Capolago e, rispettivamente, Maroggia. In quest’ultimo Comune è sul tavolo del Municipio l’intenzione di riqualificare la foce del torrente Mara ma, come dice il sindaco Jean Claude Binaghi, questo non comporterà un ingrandimento del lido. Bissone, al pari di Melano, ha una passeggiata in cantiere, che potrebbe venir presentata nei prossimi mesi: si tratterebbe, come spiega il sindaco Andrea Incerti, di prolungare il percorso pedonale del ponte diga, passando davanti al lido. «Vogliamo arrivare prima o poi a Maroggia, ma per farlo prima bisogna spostare la strada cantonale in galleria».

Sull’altro lato del ponte diga, invece, Melide ha di recente rinnovato il proprio lido, ma non intende fermarsi qui: «È quasi pronto un progetto molto interessante di riqualificazione delle rive dal lido proseguendo verso Morcote - fa sapere il sindaco Angelo Geninazzi. - Stiamo studiando come rendere accessibili spiagge che oggi non sono tali». Da Melide svoltiamo a destra e raggiungiamo Paradiso, un Comune che il suo lungolago, in tempi brevi, intende rivoluzionarlo con una passeggiata sulla riva e una su passerelle. Passerelle che però - almeno da quanto si può cogliere dai rendering in circolazione - sono concepite non tanto per tuffarsi, quanto per bagnarsi i piedi. La balneazione, insomma, resterebbe «confinata» al lido Conca d’Oro.

Vico e Morcote

Torniamo sui nostri passi e da Melide andiamo a Vico Morcote. Anche qui troviamo un progetto. Il Comune, ci dice il sindaco Giona Pifferi, sta discutendo con il Cantone per la rinaturazione e la messa in sicurezza di una spiaggetta che oggi, benché frequentata dai bagnanti, «non è un bel vedere». Si trova vicino al bivio che dal lago sale verso Vico. Anche a Morcote c’è qualcosa in ballo: alle tre aree pubbliche d’accesso esistenti potrebbe aggiungersene una quarta: i terreni delle ex dogane (di proprietà della Confederazione) che tramite una variante di Piano Regolatore si vogliono ridare ai cittadini. «È una zona molto ampia», sottolinea il sindaco Nicola Brivio.

© CdT/Gabriele Putzu
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Collina d’Oro e Malcantone

Le prossime tappe della nostra passeggiata virtuale sono Comuni che, per diversi motivi, non hanno progetti in tal senso. Collina d’Oro ha pochi accessi senza strutture e non sono una priorità (il Comune sta puntando su Gentilino, con il centro ricreativo con piscina e il centro sportivo in costruzione); Muzzano pure ha pochi sbocchi e il principale è gestito dal TCS, con il suo camping; Agno ha un ampio lido comunale ben frequentato e si concentra sulla sua gestione; Magliaso ha un’area d’accesso libera con spogliatoi e docce e un cartello di divieto di balneazione per segnalare che non vi è bagnino (di più sul cartello di divieto in seguito); e Caslano, oltre al lido, ha quattro chilometri e mezzo di riva senza che sia prevista al momento la creazione di nuovi accessi dedicati alla balneazione.

Arriviamo così al confine, a Ponte Tresa. «Che non avrebbe niente da invidiare a Morcote, non fosse che per quel ponte», afferma il sindaco Daniel Buser. C’è un progetto per provare a rimediare: si chiama «Eureka» ed è stato presentato lo scorso anno. Per quanto ci concerne, prevede di sopprimere l’attuale viadotto stradale e di ricreare il quai con materiale di scavo, ridando quindi al Comune un accesso al lago che manca dal 1962, quando fu costruito il viadotto. Ponte Tresa e Cantone in questi mesi ne stanno valutando la fattibilità: «Non è semplicissimo - continua Buser. - Con il Dipartimento del Territorio stiamo cercando una soluzione realizzabile e finanziariamente sostenibile».

Un divieto che spesso non lo è

Salvo che di fianco ai ponti o nei punti inquinati, sulla sponda svizzera del Ceresio si può fare il bagno dappertutto. Ma in alcuni tratti, alcuni Comuni non vogliono pubblicizzare troppo la cosa, vuoi per motivi di sicurezza (per esempio alle foci dei fiumi, dove spesso il fondale è instabile e le correnti non sono da sottovalutare), vuoi per motivi di opportunità (evitare schiamazzi e sporcizia in luoghi abitati o non attrezzati). Ogni tanto si posano dunque dei cartelli di divieto di balneazione, che però non hanno valore legale, in quanto il lago è di competenza cantonale. Sono dei dissuasori.

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