Alla riscoperta di parco Morosini, tra storia svizzera e storia d’Italia

Vezia

Quasi terminato il restauro conservativo della grande area che si trova a fianco di villa Negroni, di cui è stata per secoli parte integrante È un luogo più unico che raro in Ticino: un generale polacco ci lasciò il suo cuore (imbalsamato) e fu un rifugio sicuro per i patrioti durante il Risorgimento

Alla riscoperta di parco Morosini, tra storia svizzera e storia d’Italia
©CdT/ Chiara Zocchetti

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Alla riscoperta di parco Morosini, tra storia svizzera e storia d’Italia

Alla riscoperta di parco Morosini, tra storia svizzera e storia d’Italia

È un parco in cui si può ancora sentire l’odore della rivolta e con un po’ di fantasia si possono ancora immaginare le discussioni, i piani e forse perfino le congiure ordite in quel luogo. Galantuomi e gentildonne dell’Ottocento. Nobili, generali, avventurieri, politici e soldati. O terroristi, a dipendenza dei punti di vista. Così, di certo, erano visti dagli austriaci, che non sopportavano l’idea che la neutrale Svizzera (e in particolare quel fazzoletto di terra chiamato Ticino) si fosse trasformata in un porto sicuro per i patrioti milanesi, veneti e piemontesi. Non a caso nel 1853 l’Austria sigilla per due anni il confine e decide di espellere migliaia (si parla di 6.000) ticinesi che si trovavano in Lombardia. E la situazione non piace neppure alla Confederazione, che teme di vedere...

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