«Andrò in Capo (Nord) al mondo per 9.000 chilometri»

IL VIAGGIO DA GUINNESS

Zaino sulle spalle, scarpette da ginnastica, due bastoncini da trekking e tanto coraggio, sono il solo bagaglio del 22.enne ceco Ivan Mitrus, ora di passaggio a Lugano, ma il cui scopo è raggiungere a piedi, dal Sud della Sicilia, l'estrema punta della Norvegia

«Andrò in Capo (Nord) al mondo per 9.000 chilometri»

«Andrò in Capo (Nord) al mondo per 9.000 chilometri»

Neppure il terribile virus può distruggere il sogno di Ivan Mitrus. Partito avventurosamente in direzione dell'Italia lo scorso 31 gennaio da Martinice, in Repubblica Ceca, quando la COVID-19 stava abbracciando sinistramente l'Europa per poi esplodere proprio in Italia venti giorni dopo, il ceco di 22 anni ex studente di agraria sta realizzando lentamente, passo dopo passo, il suo sogno di «fare un giro di novemila chilometri» dall'estrema punta Sud della Sicilia - dove è arrivato in aereo - fino a Capo Nord, in Norvegia.

Un'avventura nel vero senso della parola, viste le grandi distanze, e che già per questo potrebbe essere iscritta nel Guinness dei primati. Zaino sulle spalle, scarpette da ginnastica, due bastoncini da trekking e tanto coraggio, sono il solo bagaglio del simpatico ragazzotto proveniente dall'area montuosa di Krkonose, a ridosso della Polonia. «L'importante per me - ci dice sul lungolago di Lugano dove si è appena fermato per una sosta - è poter vivere questa esperienza fino in fondo. Osservare tanto e imparare. Per poterlo fare in tutta calma mi sono preso alcuni anni di tempo, voglio godermi ogni attimo di questo itinerario a piedi».

Ivan, che racconta il suo cammino tappa dopo tappa su Facebook, nei primi 2.800 chilometri del suo percorso si è già confrontato con più di qualche «fuori programma». Primo fra tutti, ovviamente, il coronavirus. Ma la gente, in Italia, lo ha sempre aiutato. «Sul mio cammino ho incontrato tante persone, il più delle volte generose e gentili. Come la famiglia che mi ha ospitato per alcune settimane durante il lockdown. È stata un'esperienza che ricorderò sempre».

Ricordi di viaggio
Ricordi di viaggio

In questi giorni Ivan Mitrus, è passato, come detto, sulle sponde del Ceresio e ne è rimasto affascinato. A Lugano, in una una splendida e afosa giornata, si è anche incontrato con alcuni connazionali conosciuti in Rete e si è concesso una bella birra «home made» per raccontare alcune sue esperienze che «finora si sono rivelate in buona parte divertenti e positive». «Ieri - prosegue nel suo racconto - ho acquistato una nuova carta SIM per il mio telefonino nel centro città dato che siamo in Svizzera e non nell'Unione europea. Mi permetterà di mantenere i contatti con i miei familiari e con chi segue il mio viaggio anche da lontano e di poter aggiornare continuamente i dati del mio percorso a costi più contenuti».

La pandemia - che è stato finora il più grosso inconveniente - non spaventa questo giovanissimo viaggiatore un po' spregiudicato: «Il coronavirus mi ha preso come tutti alla sprovvista, fortunatamente finora sono riuscito ad evitarlo: è stato una sorpresa con qualche momento difficile per le restrizioni introdotte da Roma nei passaggi da una Regione all'altra, ma non mi sono lasciato abbattere e sono ancora qui in viaggio». Al termine della sua avventura Ivan ha l'obiettivo di scrivere un libro.

Il sogno nel cassetto? «È già questo un sogno: voglio raggiungere l'estrema punta Nord della Terra in Norvegia. Ma prima, tra qualche centinaio di chilometri, cercherò un lavoro in Germania per poter guadagnare qualche soldo in più e poter proseguire il mio viaggio». Virus o non virus l'avventura di Ivan deve continuare. E sui social media sono in tanti ad inviargli il loro incoraggiamento e in bocca al lupo.

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