Attesa sempre più lunga per ottenere il passaporto

lugano

Molti i ritardi accumulati durante il lockdown: oltre 200 gli incarti pendenti - Si teme per i prossimi mesi, ma la proposta di snellire la procedura è stata respinta - Intanto, continua lo «sciopero» dei leghisti

Attesa sempre più lunga per ottenere il passaporto
In molti aspettano. ©CdT/Chiara Zocchetti

Attesa sempre più lunga per ottenere il passaporto

In molti aspettano. ©CdT/Chiara Zocchetti

Prosegue lo «sciopero» dei quattro commissari leghisti delle Petizioni alle riunioni riguardanti le pratiche di naturalizzazione a Lugano. Una mossa politica che dura da inizio settembre e porta con sé parecchie questioni amministrative. Circa un mese fa il consigliere comunale PPD Michele Malfanti, presidente della Commissione nonché del Legislativo, aveva dichiarato che sarebbe stata inviata una segnalazione alla Sezione degli Enti locali (SEL) in merito al comportamento dei quattro. Segnalazione che però non è ancora stata inoltrata anche se, ci dice, è «una questione di giorni».

Ma cosa è stato fatto nel frattempo? Malfanti spiega che ci sono stati incontri ad hoc con i rappresentanti della Lega e con gli altri commissari, anche per dividersi i dossier lasciati sul tavolo da Gianmaria Bianchetti, Nicholas Marioli, Enea Petrini e Omar Wicht. Questi sono stati ridistribuiti tra i nove commissari degli altri partiti, dai più vecchi in giacenza ai più recenti. Ma non solo. È stato interpellato anche Roberto Muttoni, l’incaricato comunale della protezione dei dati. Tra le criticità elencate dal movimento di via Monte Boglia, infatti, vi è «la mancanza di trasparenza sulle procedure di naturalizzazione». Come chiesto anche tramite una mozione inoltrata a inizio ottobre: «Le generalità di chi chiede il passaporto svizzero devono essere pubbliche e non secretate col numero di messaggio municipale». La questione, lo ricordiamo, è regolata dalla Legge sulla protezione dei dati; attualmente un consigliere comunale ha la facoltà di visionare il dossier ma solo in cancelleria comunale, mentre la Lega chiede di poterne discutere pubblicamente nelle sedute di Consiglio comunale (come avviene, ad esempio, a Bellinzona). «E la discussione sui petenti in Consiglio comunale, - dice Malfanti - è un problema proprio per il fatto che le riunioni sono pubbliche».

Riunioni, incontri, prove di dialogo: nonostante tutto lo «sciopero» verrà segnalato alla SEL, manca solo l’ok dell’Ufficio presidenziale. «È una questione di responsabilità, - ribadisce Malfanti - l’elezione a consigliere comunale non prevede solo onori ma anche oneri, la partecipazione ai lavori commissionali è uno di questo».

A perderci, lo abbiamo già scritto, sono coloro che hanno avviato la procedura per ottenere il passaporto elvetico e vedranno allungarsi i tempi di attesa. Tempi che già di per sé sono lunghi («ricevo telefonate da persone in ballo anche da due o tre anni», ha dichiarato nelle scorse settimane il sindaco Marco Borradori). Secondo alcuni, però, il vero problema riguarda la procedura, nella quale la creazione di code sarebbe strutturale. I petenti vengono infatti sentiti in audizione dalla commissione, di solito si parla di 8-10 persone a seduta. Le sedute hanno cadenza settimanale e non sono dedicate solo alle naturalizzazioni. Insomma, vi sono troppe richieste e troppe poche persone per gestirle. Attualmente, ci dice Malfanti, gli incarti pendenti sono circa 220-240. A favorire l’accumulo di ritardo ci si è messo il coronavirus che ha portato la scorsa primavera alla sospensione delle sedute. E il virus, con la sua seconda ondata di contagi, è tornato a far ombra su Palazzo Civico. Per questo, nell’ultima seduta della Commissione Malfanti ha proposto di snellire la procedura per recuperare il ritardo sui dossier, ma la maggioranza dei commissari ha preferito continuare così. L’assenza dei leghisti alle sedute dedicate alle naturalizzazioni, infine, aveva fatto sorgere preoccupazioni anche sulla difficoltà di raggiungere il quorum. Ma su questo il presidente tranquillizza: «Se non si raggiunge il quorum la Lega ha fatto sapere che si impegna a garantire la presenza di un suo commissario. È già successo una volta». Nonostante scioperi e ritardi, il lavoro può andare avanti.

Dossier pendenti più che raddoppiati

Le colonne nelle quali si vengono a trovare le richieste di naturalizzazione giunte alle ultime tappe di un iter lungo e costoso non sono una novità a Lugano. Ne parlavamo un anno fa (si veda CdT dell’8 agosto 2019) quando parecchi commissari si erano lamentati della mole di lavoro e della procedura, rea di generare strutturalmente dei ritardi. In quel periodo, sulle scrivanie dei commissari, c’erano più di cento incarti pendenti. Ora questo numero è più che raddoppiato.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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