Autogestione: in centinaia per le strade di Lugano

Manifestazione

Il corteo organizzato dal CSOA Il Molino sta vedendo la partecipazione di almeno 800 persone - GUARDA I VIDEO E LE FOTO

Autogestione: in centinaia per le strade di Lugano
(Foto Putzu)

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(Aggiornata alle 17.45) - Diciassette anni dopo la grande manifestazione del 2002, oggi almeno 800 persone si sono riunite a Lugano per partecipare al corteo organizzato dal CSOA Il Molino per rivendicare un dibattito sull’autogestione. «Credo in un’umanità sensibile» e «lotta per l’autogestione» si legge sugli striscioni preparati dai partecipanti. Tra loro anche diverse famiglie con bambini. «È un corteo aperto a tutti improntato all’ospitalità e alla solidarietà» hanno detto gli organizzatori.

Sfiorata la «zona rossa»

I manifestanti si sono riuniti a Cornaredo alle 13.30 e il corteo è partito circa un’ora dopo alla volta di Pregassona e Molino Nuovo.

Passando in via Monte Boglia, sede del partito leghista, i manifestanti hanno urlato slogan contro il movimento e contro il consigliere di Stato Norman Gobbi. “Fuori i fascisti dalla città e fuori i leghisti dalla città” sono stati gli slogan gridati sotto la sede della Lega, dove il corteo si è fermato a lungo e dove sono stati sparati alcuni petardi e fumogeni.

In generale tutto si è svolto nella tranquillità con l’intervento sella polizia solo per dirigere il traffico. Arrivati in piazza Molino Nuovo verso le 17, i manifestanti hanno proseguito fino all’incrocio tra via Pretorio e via Balestra, dove la polizia in tenuta antisommossa sbarrava la via. La zona fa parte del perimetro vietato dal Municipio al corteo. Lì vi sono stati alcuni attimi di tensione con fumogeni e insulti agli agenti da parte di alcuni presenti. Il tutto è durato solo un quarto d’ora circa e, dopo aver lanciato contro gli agenti rotoli di carta igienica, il corteo è ripreso su via Balestra fino all’ospedale italiano. Dopo essere passati dal cantiere USI SUPSI su via la Santa, il corteo si è spostato in piazza Molino Nuovo per festeggiare al ritmo di musica. “Ci siamo presi questa piazza per stasera, fuori da qualsiasi logica commerciale - è stato detto - ognuno qui trova il suo spazio”. La serata proseguirà con animazioni per bambini, una cena popolare e musica fino a circa mezzanotte.

La decisione di scendere in piazza, annunciata a giugno con lo slogan «ci rivediamo nelle strade di questa città, il Molino non si tocca», è stata annunciata dopo la diserzione, da parte del CSOA, dell’incontro (da loro definito «una farsa ») con il gruppo di lavoro designato dal Municipio per cercare una sede alternativa all’ex Macello. Spazio che, dopo la decisione del Consiglio comunale di imbastire un concorso d’architettura per riqualificare l’area, i «molinari» dovranno abbandonare. Nel progetto non è infatti contemplata l’autogestione.

(Foto Putzu)
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Il corteo dei «molinari», di conseguenza, non potrà entrare nel perimetro delimitato da via Balestra, viale Cassarate, viale Cattaneo (compreso il Parco Ciani), Riva Albertolli, Riva Vela, rotonda del LAC, via Adamini, via Maraini, tunnel di Besso, via San Gottardo, via Pelli e via Balestra. «Il diritto a manifestare è sacrosanto, ma non possiamo certo tollerare tutto, - ha spiegato il capodicastero Polizia di Lugano Michele Bertini - in quanto autorità siamo chiamati a far rispettare l’ordine ed è quello che faremo». Non è ancora chiaro se oggi pomeriggio vi saranno disagi al traffico e di quale entità. «A dipendenza del numero di manifestanti la polizia valuterà come gestire eventuali disagi», ha detto Bertini. «La polizia sarà sì pronta a fare il proprio lavoro se le regole della convivenza pacifica non verranno rispettate, ma se tutto si svolgerà nella calma non penso che ci saranno problemi». La delimitazione di una zona rossa è stata definita dal CSOA una «volontaria provocazione politica per creare paura».

Un opuscolo per la manifestazione

In occasione della manifestazione, sul sito www.inventati.org è stato pubblicato un opuscolo che raccoglie riflessioni sparse sul Molino. «Chi dice che un centro autogestito e indipendente come il Molino di Lugano non possa coesistere in una società organizzata e istituzionalizzata come la nostra?» si legge in uno dei numerosi contributi. «Potrei citarvi altre realtà autogestite ben consolidate nel tempo, che si trovano nei principali centri svizzeri e che partecipano attivamente alla vita culturale della città. Mi chiedo sinceramente il motivo per cui una parte della cittadinanza ticinese si rifiuti categoricamente di convivere con chi sceglie di viversi la vita in una maniera alternativa alle attuali convenzioni. Allora da cittadina quale sono, se potessi leverei di torno altre attività ricreative legate al consumismo sfrenato, frequentate dai giovani e dalle giovani qui in Ticino. Le ritengo ben più dannose, diseducative e dispendiose. Ma lì certamente il coro di critiche e polemiche fa fatica a levarsi!»

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In questi giorni a sostegno degli autogestiti si sono schierati il PS e i Verdi di Lugano, l’associazione AIDA per l’autogestione, il collettivo Io L’otto ogni giorno e Forum Alternativo. Il Municipio di Lugano, dal canto suo, ha delimitato una «zona rossa» all’interno della quale il corteo non potrà entrare. «Tale decisione - ha spiegato negli scorsi giorni l’Esecutivo - garantisce da un lato l’esercizio dei diritti costituzionali ai manifestanti e dall’altro il corretto svolgimento delle altre manifestazioni già programmate nel centro cittadino, tra cui la Corsa della speranza, alla quale parteciperanno diverse migliaia di persone».

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