Autogestione, si spacca anche la politica

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Da un rapporto unico, in Commissione sanità e sicurezza sociale si è arrivati a quattro - Nessuno di questi ha raccolto il consenso necessario e se ne discuterà tra sette giorni - Maristella Polli: «Non accetto che vengano presentati quattro documenti su 17 commissari» - Sentiti in audizione anche Bertoli, Gobbi e De Rosa: «Il Governo non ha saputo nulla se non a fatto compiuto»

Autogestione, si spacca anche la politica
© CdT/ Chiara Zocchetti

Autogestione, si spacca anche la politica

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Il tema dell’autogestione è stato affrontato anche dalla Commissione sanità e sicurezza sociale del Gran Consiglio. E, come prevedibile, la seduta si è rivelata parecchio concitata. Ma andiamo con ordine. In mattinata i commissari hanno incontrato i consiglieri di Stato Manuele Bertoli, Norman Gobbi e Raffaele De Rosa i quali hanno affermato che l’Esecutivo non aveva saputo nulla della demolizione se non a fatto compiuto. Il Governo ha inoltre smentito di non essere stato parte attiva sul tema autogestione, dai suoi inizi ad oggi. In particolare, ha ricordato di aver designato alcuni rappresentanti nel gruppo di lavoro e di aver sostenuto il Municipio di Lugano con 50 mila franchi a copertura delle spese.

«Il Consiglio di Stato ha assicurato la sua disponibilità a collaborare per trovare una soluzione, mettendosi a disposizione per una mediazione», ci spiega la presidente della Commissione Maristella Polli (PLR). «Gli autogestiti hanno un sistema istituzionale che non prevede un portavoce. Per questo, il presidente del Governo Manuele Bertoli ritiene che sia necessario individuare uno spazio a Lugano per far riunire in assemblea gli autogestiti, in modo che possano discutere le soluzioni alternative». L’ipotesi ad oggi più concreta, l’ex depuratore di Cadro, non sembra però trovare il favore dei molinari. In ogni caso, il Governo ritiene che una soluzione fuori Lugano non sia praticabile.

Uno? Due? No, quattro

Archiviata l’audizione con i tre ministri, l’attenzione dei commissari si è rivolta alla mozione del 2012 che aveva portato in aula un rapporto unico di Raoul Ghisletta (PS) e Tiziano Galeazzi (UDC), poi rinviato in Commissione lo scorso 31 maggio. L’atto parlamentare, lo ricordiamo, chiedeva di riconoscere e regolamentare l’autogestione con un maggior coinvolgimento del Cantone. A fine maggio si era arrivati in Parlamento con una proposta condivisa, ma i fatti precedenti e immediatamente successivi lo sgombero e l’abbattimento dell’ex Macello avevano sparigliato le carte in tavola. E a distanza di 10 giorni dalla sessione parlamentare, non molto è cambiato. Anzi. Ghisletta ripropone il suo rapporto, favorevole all’introduzione di un mediatore, mentre Galeazzi torna a chiedere una ricerca di spazi alternativi su tutto il territorio cantonale, con la creazione di una task force cantonale. Il rapporto non ha però incassato il sostegno delle altre forze politiche presenti in Commissione. Lega inclusa, che pare intenzionata presentarne uno proprio, verosimilmente contrario e incentrato anche sugli attacchi al sindaco Marco Borradori. Attacchi che avevano portato il gruppo a lasciare l’aula in segno di protesta. A queste posizioni si aggiunge quella del PLR, che ha intenzione di presentare entro il 17 giugno un suo rapporto, più sintetico, che invita a fare un primo passo per rompere l’impasse. «Il rapporto – spiega la stessa Polli – condivide la necessità di uno spazio per l’autogestione e prevede che il Governo si attivi per una mediazione. Non entra invece nel merito dei giudizi finora espressi e delle questioni politiche».

Quel che è certo è che per ora il tema non sembra poter approdare in Gran Consiglio il 21 giugno. L’urgenza è stata sostenuta solo da 5 deputati e se ne ridiscuterà dunque tra sette giorni, ultima data utile. «Se non si arriva a una soluzione, se ne riparlerà a settembre. Non accetto che vengano presentati quattro rapporti su 17 commissari: così non si va in aula», ammonisce Polli, cui spetterà un’opera di... mediazione tra i vari gruppi per arrivare a due rapporti da presentare al plenum.

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