Avvocato a processo, la difesa: «Era succube dell’amico, e la sua fiducia era mal riposta»

Lugano

Il difensore dell’ex consigliere comunale afferma che «la sua unica colpa è non aver capito cosa stava succedendo» e ha chiesto una pena sospesa di 26 mesi - L’accusa si batte per 39 mesi: «Ha sfruttato persone deboli»

Avvocato a processo, la difesa: «Era succube dell’amico, e la sua fiducia era mal riposta»
©CDT/ARCHIVIO

Avvocato a processo, la difesa: «Era succube dell’amico, e la sua fiducia era mal riposta»

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«È una triste storia: in meno di due anni, e in nome di nulla, ha sperperato oltre 1,3 milioni di franchi». È con queste parole che la procuratrice pubblica Chiara Borelli (che ha ereditato l’incarto da Fiorenza Bergomi) ha riassunto la vicenda che vede alla sbarra di fronte alle Assise criminale un avvocato ed ex consigliere comunale di Lugano di 64 anni per appropriazione indebita e aggravata fra il 2011 e il 2015. Borelli, nella sua requisitoria, ha messo in particolare l’accento sulle vittime dell’uomo, che riconosce sostanzialmente i fatti: «Voglio dare loro voce, perché non ci sono più». L’avvocato, che si è autosospeso dall’inizio dell’inchiesta nell’aprile del 2015, ha infatti attinto a sei conti a cui aveva accesso in qualità di amministratore di successioni, curatore, esecutore testamentario o gestore di patrimoni. La procuratrice ha parlato in particolare della vittima principale (oltre 1,1 milioni di malversazioni a suo danno), che aveva deciso di lasciare tutto a una fondazione dell’imputato col desiderio di aiutare gli orfani e gli animali. Quei soldi, invece, sono stati utilizzati per finanziarie il «fantomatico» progetto Pimpirin in Repubblica Dominicana, che è stato definito dall’avvocato «un progetto agricolo, commerciale, formativo ed eventualmente immobiliare».

Un progetto, il Pimpirin, su cui sono stati però tutti concordi: era fumoso, e solo l’imputato poteva darvi credito. I soldi in realtà sono finiti per gran parte nella disponibilità di un amico dell’avvocato, che li ha usati per fare la bella vita a Santo Domingo. Il progetto, invece, è naufragato.

«Il mio assistito era succube del suo amico, che si approfittava di lui - ha sottolineato l’avvocato Marco Cocchi. - Tanto che non era più in grado di riconoscere ciò che era giusto e sbagliato». La difesa in questo senso ha fatto stilare una perizia di parte che determina una scemata imputabilità di grado medio. «Il mio assistito all’inizio credeva fortemente nel progetto, e questo testimonia le sue buone intenzioni: intendeva ripagare il debito. Ma il progetto si è arenato e la sua fiducia si è dimostrata mal riposta. La sua vera colpa è il non aver capito cosa stava succedendo».

Borelli ha chiesto per l’avvocato una condanna a tre anni e tre mesi di carcere, mentre Cocchi ha chiesto 26 mesi, quasi tutti sospesi.

Le vittime dovrebbero poter vedere risarcito il danno, tramite la messa in vendita di alcune proprietà dell’imputato, che pure ha manifestato la volontà di rimborsare il maltolto.

La sentenza del giudice Amos Pagnamenta è attesa nel tardo pomeriggio.

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