Bici elettriche frenate da un ricorso

A Lugano è slittata la creazione di una rete di e-bike condivise in città

Bici elettriche frenate da un ricorso

Bici elettriche frenate da un ricorso

LUGANO - È una salita alquanto dura quella che deve affrontare l'e-bike sharing (il progetto di bici elettriche condivise) a Lugano. Lo scorso mese di marzo il Municipio aveva annunciato che il nuovo sistema sarebbe entrato in funzione in agosto. In realtà tutto è slittato a causa di un ricorso contro la scelta della società a cui affidare il progetto, presentato dal secondo classificato al concorso indetto dalla Città.

La preferenza era andata a Publibike – un'iniziativa promossa a livello nazionale da AutoPostale, FFS e Rent a Bike – principalmente per motivi di continuità: gestisce infatti già l'attuale rete di bike sharing nel Luganese (oltre a quelle della maggior parte delle città svizzere). Il ricorrente, Velospot, è invece un sistema sviluppato dalla Città di Bienne. Il progetto di Lugano prevede di ampliare la rete dalle 12 postazioni attuali a una quarantina. In totale le due ruote a disposizione saranno 560, di cui 280 elettriche. Cambierà anche il sistema di utilizzo, che sarà gestito tramite una connessione senza fili. Le nuove bici saranno dotate di lucchetti che potranno essere sbloccati con le tessere del noleggio, con il vantaggio di poterle poi mettere in sicurezza ovunque. Al progetto sono interessati anche alcuni Comuni della collina, tra cui Massagno e Capriasca. La Città sta inoltre valutando la possibilità di collaborare con altre reti, in particolare quella di Locarno, in modo da far valere le tessere di bike sharing in tutto il Ticino.

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