IL CASO

Braglia: «Meno invidia e più collaborazione»

L’organizzatore della mostra Lugano “Riflessi di luce” ha ironizzato sulla polemica relativa alla croce dell’artista Xhixha: «Grazie al MASI per il marketing» - LE FOTO

Braglia: «Meno invidia e più collaborazione»
Da sinistra: Marco Borradori, Roberto Badaracco, Helidon Xhixha, Eike Schimdt e Riccardo Braglia. (Foto città di Lugano)

Braglia: «Meno invidia e più collaborazione»

Da sinistra: Marco Borradori, Roberto Badaracco, Helidon Xhixha, Eike Schimdt e Riccardo Braglia. (Foto città di Lugano)

Braglia: «Meno invidia e più collaborazione»

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Braglia: «Meno invidia e più collaborazione»

LUGANO - «Ringrazio i direttori del LAC e del MASI perché grazie a loro ho avuto una copertura molto ampia della mostra». Con una punta di ironia l’imprenditore Riccardo Braglia ha aperto la conferenza stampa di presentazione della mostra “Lugano: Riflessi di luce” di Helidon Xhixha che ha avuto luogo oggi a Villa Ciani. Il riferimento è chiaramente alla polemica che sta tenendo banco in questi giorni in merito allo «sfratto» dell’opera “Luce Divina”, la croce d’acciaio posizionata davanti alla chiesa di Santa Maria degli Angioli dove resterà ancora solo per pochi giorni. L’opera - com’è noto - verrà spostata davanti alla Cattedrale di San Lorenzo dopo Pasqua. Sono una ventina le sculture che compongono la mostra a cielo aperto inaugurata ufficialmente oggi alla presenza dell’artista albanese, del coordinatore (e finanziatore insieme ad alcuni sponsor) Riccardo Braglia, del direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze e curatore della mostra Eike Schmidt, del sindaco di Lugano Marco Borradori e del capodicastero della cultura Roberto Badaracco.

«Sono qui da innamorato dell’arte e della città di Lugano - ha detto ancora Braglia - e il mio intento è quello di far conoscere le opere a tutta la popolazione». In ogni caso la collaborazione è importantissima: «Ci vorrebbe meno invidia e più collaborazione».

Braglia: «Meno invidia e più collaborazione»

«L’arte è sempre una provocazione - ha detto l’artista albanese - e non deve diventare una polemica. Pensavo però che i tempi del Comunismo ce li fossimo lasciati alle spalle - ha detto in merito alla polemica sulla croce - quelli in cui l’arte veniva espulsa». «L’obiettivo dell’ente pubblico - ha detto dal canto suo il sindaco Marco Borradori - è anche collaborare con i privati e dato che alla politica viene chiesto di animare in modo intelligente la città posso dire che questa mostra lo ha fatto». «Finalmente dopo 15 anni possiamo presentare una mostra diffusa all’aperto (l’ultima è stata quella di Pomodoro nel 2004, ndr.) - ha invece spiegato Roberto Badaracco - che permette di vivere l’arte tutti i giorni».

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