C’è il primo gol a Cornaredo

Lugano

Luce verde alla progettazione del nuovo polo sportivo e degli eventi

C’è il primo gol a Cornaredo

C’è il primo gol a Cornaredo

Sarebbe potuto finire tutto in dieci minuti, ma la proposta di Demis Fumasoli di rinviare la discussione considerando le incertezze economiche causate dalla pandemia è stata accolta soltanto da tre colleghi. A quel punto il destino orario del dibattito in Consiglio comunale sul progetto del Polo sportivo di Lugano era segnato: mezzanotte e dintorni. Alla fine, però, come previsto, il plenum ha stanziato i 14 milioni necessari per progettare l’opera (50 favorevoli, 1 contrario e 6 astenuti). Per quanto riguarda il trasloco degli uffici comunali in una delle due torri amministrative, il Municipio è stato invitato (senza obbligo) a presentare un messaggio ad hoc per affrontare il tema in modo approfondito. La questione resta controversa.

Quanto costerà?
Al Palazzo dei congressi è andato in scena un confronto serrato tra i favorevoli su tutta la linea ed il fronte, se così possiamo chiamarlo, del «sì però», cioè di consiglieri comunali favorevoli al concetto di fondo ma scettici su alcuni punti del progetto. Uno di questi è Ferruccio Unternährer (PLR) contrariato dal fatto che una parte della spesa per la progettazione, «fra i 4 e i 5 milioni», riguarda elementi d’interesse privato. «E noi ci troviamo a votare ancora prima che l’investitore privato venga scelto e che manifesti le sue intenzioni: non capisco questa fretta e questa ostinazione». I due gruppi privati interessati hanno inviato le loro offerte nei giorni scorsi e il Municipio dovrà scegliere la migliore («Sono delle buone offerte» ha anticipato la municipale Cristina Zanini Barzaghi).

«La parte pubblica - ha argomentato Raide Bassi (UDC) - deve prendere il tempo necessario per capire la struttura finanziaria del progetto e al momento è possibile solo fare una valutazione d’insieme. Ma come si può dare il via libera a un credito di progettazione così, senza sapere cosa vogliono fare i privati? Quando sarà il momento, dal Municipio vorremo un’esposizione esaustiva e dettagliata, affinché il Legislativo potrà valutare bene quali saranno i costi».

Il «momento» a cui si riferisce Bassi è quello della prossima decisione che attende il Consiglio comunale: l’approvazione, o meno, della convenzione fra la Città e l’investitore privato vincitore del concorso. Solo con la luce verde a questo «patto economico» si potranno avviare i lavori: cosa che deve avvenire entro il giugno del 2021, altrimenti il FC Lugano retrocederà. «La partnership pubblico-privato non ci entusiasma - ha commentato Simona Buri (PS) - ma non vediamo alternative migliori per portare avanti il progetto. Se la maggioranza di centro-destra non avesse fatto crescere il debito e abbassato il moltiplicatore, la Città ora avrebbe le risorse per portare avanti da sola questa iniziativa». Ci sono perplessità anche dal punto di vista costruttivo. «Comprendiamo la necessità del nuovo stadio - premette Nicola Schoenenberger (Verdi) - ma questo progetto sdogana l’invasione del cemento: ha dimensioni spropositate».

Il valore sociale
Ci sono state le critiche, ma anche gli appelli di chi crede fortemente in quest’opera e non vuole che Lugano perda l’occasione di realizzarla. «Non è più tempo di buttare la palla in tribuna, è ora di metterla in porta - ha sintetizzato Rinaldo Gobbi (PLR) - Dobbiamo prendere una decisione storica per questa città, dando una nuova casa al nostro amato FC Lugano. Ma il valore del Polo va oltre: sarà un elemento importante di aggregazione sociale». Sulla stessa frequenza Lorenzo Beretta Piccoli (PPD): «Il Polo sportivo è necessario e non solo per il FC Lugano. Lo è per tutte le società cittadine e per tutti i giovani che si avvicinano allo sport. Lugano, in questo, è nelle retrovie a livello svizzero: se non vogliamo perdere definitivamente il treno e stare al passo con i tempi, dobbiamo essere concreti e posare un tassello fondamentale per la città di domani». A proposito di stare al passo con i tempi, il municipale Roberto Badaracco non ha usato giri di parole: «Delle strutture attuali c’è da vergognarsi: stiamo cercando di recuperare il tempo perso rispetto al resto della Svizzera». Badaracco ha poi voluto rispondere ad alcune frecciate: «Il Municipio sta agendo in modo trasparente. Non abbiamo mai detto che il Polo sportivo sarebbe costato zero. Guardate altre realtà che hanno realizzato nuovi stadi... i costi sono quelli: centinaia di milioni (l’ordine di grandezza è quello anche per il Polo sportivo, ndr). A Lugano abbiamo 150 associazioni attive in tutti gli sport, 6.318 ragazzi che fanno parte dei movimenti giovanili e 20 mila atleti in tutto: un terzo della popolazione. Questo - ha concluso il municipale - per dire quanto lo sport fa parte del tessuto sociale ed economico di Lugano».

«Finalmente i luganesi - ha sottolineato a voto concluso Andrea Sanvido (Lega, relatore del rapporto di maggioranza della Gestione e gran tifoso bianconero) - avranno il loro polo sportivo. Grazie a queste infrastrutture potremo far cresce l’indotto del turismo sportivo attraverso quanto generato dallo stadio e dal palazzetto dello sport».

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