Cala il sipario sul caso Tusculum

Sentenza

Condannati l’ex direttore e l’ex vicedirettrice per malversazioni milionarie durate oltre un decennio: tre anni a lui, 2 anni e 4 mesi a lei

 Cala il sipario sul caso Tusculum
©CdT/Archivio

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«Inizialmente l’ho fatto per chiudere alcuni ammanchi, poi è diventato un continuo e ripetuto crescendo». È con queste parole che Emil Devrel, ex direttore amministrativo della casa per anziani Tusculum ad Arogno, ha brevemente spiegato al giudice delle Assise criminali Amos Pagnamenta come mai abbia sottratto oltre 2 milioni di franchi sull’arco di oltre un decennio (dal 2006 al 2018) dalle casse dell’omonima Fondazione. L’uomo è stato condannato oggi a una pena di tre anni, di cui 18 mesi da scontare e di fatto già scontati, tant’è che è a piede libero da oltre un anno (era stato arrestato nel 2018). I restanti 18 mesi sono stati sospesi al beneficio della condizionale per tre anni.

Il processo si è svolto nella formula del rito abbreviato, in quanto Devrel ha nel frattempo restituito parte del maltolto, per quanto gli è stato possibile, ad esempio vendendo la propria abitazione.

Le accuse a suo carico - l'inchiesta è stata coordinata dal sostituto procuratore generale Andrea Maria Balerna - erano quelle di ripetuta appropriazione indebita, falsità in documenti, truffa e ripetuta frode fiscale. Gran parte dei soldi sono stati sottratti dalle casse della Fondazione Tusculum di Arogno, e importi minori (poco più di 15.000 franchi) da quelle dell’Associazione amici del Tusculum, di cui era cassiere.

Le malversazioni sono state fatte allestendo falsi bilanci della Fondazione, inserendo a bilancio dei costi fittizi (in particolare delle false fatture e aumentando i costi di cura dei pazienti dell’Unità Casi Complessi) e omettendo di registrare delle entrate (che si è intascato), in particolare alcuni importi incassati a titolo di Assegni Grandi Invalidi.

Così facendo Devrel ha peraltro ingannato (da cui l’accusa di truffa) lo Stato che, in base al contratto di prestazione tra la Fondazione Tusculum e l’Ufficio degli anziani e delle cure a domicilio, ha versato complessivamente alla Fondazione oltre 470.000 franchi in più di quanto effettivamente dovuto.

Quanto all’accusa di frode fiscale, che ha portato a Devrel un beneficio di qualche migliaio di franchi, essa è riferita all’aver dichiarato al fisco donazioni fasulle da lui fatte a favore della Fondazione e dell’Associazione amici. Attestati fasulli di donazione di cui ha beneficiato anche l’ex vicedirettrice della casa per anziani, Sheila Calvi, la quale è stata condannata – pure tramite rito abbreviato – a 2 anni e quattro mesi (di cui 2 mesi da scontare, e già scontati).

Le malversazioni sono state usate dai due per vivere più agiatamente. A mo’ di esempio, fra il 2016 e il 2018 è stata la Fondazione Tusculum, a sua insaputa, a pagare la nafta necessaria a scaldare la casa di Calvi, per oltre 7.000 franchi. Anche Calvi ha restituito il maltolto per quanto ha potuto.

L’ex vicedirettrice, oltre a essere stata complice di Devrel per gran parte delle sue malversazioni omettendo di denunciarlo, ha anche omesso di fatturare spese e servizi forniti dalla Fondazione a una società di cui lei era direttrice per quasi 640.000 franchi. Di questi, quasi 340.000 li ha incassati a titolo di stipendi, senza essere autorizzata. Da questa società, oggi in liquidazione, ha anche attinto per quasi 20.000 franchi per diverse sue spese personali. Ripetuta amministrazione infedele, ripetuta complicità in appropriazione indebita, appropriazione indebita e ripetuta frode fiscale le accuse a suo carico. Calvi, di fronte al giudice, non ha saputo giustificare appieno perché abbia commesso questi reati. «Bella domanda: è semplicemente successo. Non sono stata accorta e mi sono fatta prendere la mano».

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