Campo Marzio: un vuoto che fa discutere

LUGANO

Prime reazioni dopo la decisione del Municipio di non decretare un vincitore del concorso per il polo congressuale

Campo Marzio: un vuoto che fa discutere
Un mosaico ancora tutto da comporre. (Foto Zocchetti)

Campo Marzio: un vuoto che fa discutere

Un mosaico ancora tutto da comporre. (Foto Zocchetti)

La piazza del Campo Marzio è vuota. Non che manchino le auto – sparite soltanto durante la fase acuta di una pandemia mondiale – e non manca nemmeno il buon vecchio Centro esposizioni – che stoico resiste al tempo e ai tempi. Il vuoto, in questo angolo di Lugano a due passi dal lago e dal centro, è progettuale. Lo è dopo che le due proposte private per la costruzione di un polo turistico e congressuale si sono sgretolate, e con esse la speranza della Città di vedere realizzata l’opera senza investire soldi pubblici. Sarebbe dovuto accadere dando agli investitori la possibilità di edificare spazi residenziali e di altro genere, con le relative possibilità di guadagno, ma le visioni dei gruppi in corsa non hanno convinto Palazzo civico e il concorso è finito in un nonnulla, aprendo una nuova fase di negoziazioni che dovrebbero portare a un incarico diretto.
Motivando la sua decisione, il Municipio si è detto disposto ai rivedere i suoi piani: sia dal punto di vista dei contenuti – puntando su una struttura più piccola, visti anche i cambiamenti nel settore – sia da quello finanziario – prevedendo una spesa che sia più realistica di zero. Qualcosa cambierà, ma non è ancora chiaro come e in che misura. In attesa di saperlo, abbiamo chiesto un parere a tre personalità interessate a vario titolo al progetto. «La cosa più importante ora è che il committente, cioè la Città, chiarisca esattamente cosa vuole, di quali contenuti ha bisogno, altrimenti non ha senso riflettere su cosa sarebbe meglio o peggio per quella zona» osserva l’architetto Mario Botta, a cui avevamo chiesto una sua visione del futuro Campo Marzio e che ha fatto parte di uno dei cinque gruppi che avevano abbandonato il concorso dopo la prima fase. «Non c’erano le condizioni per andare avanti: il Municipio voleva fare tutto a costo zero senza dare una sufficiente possibilità di costruire. Con questa contraddizione di fondo, il concorso era destinato a finire in questo modo. E pensare che il primo termine per la consegna era il 2014, in tempo per l’Expo di Milano». L’ex sindaco Giorgio Giudici, che aveva lavorato alle fasi iniziali del progetto, è dispiaciuto per come si sono evolute le cose. «Ricordo che uno dei sette progetti prevedeva un interessante sviluppo in verticale: un edificio del genere sarebbe un segnale forte, caratterizzerebbe Lugano. Svilupparsi in altezza, poi, permetterebbe di guadagnare spazio in basso. Però servirebbe un grande architetto, ma soprattutto il coraggio, da parte della Città, di uscire dalle logiche della solita pianificazione. E di chiedere ai privati delle contropartite di valore».
A tal proposito, non tutti criticano il Municipio per come si è relazionato con gli investitori. «Progetti come quello al Campo Marzio interessano spazi e contenuti diversi e non sono facili da gestire» sottolinea Tobiolo Gianella dell’associazione PPP Svizzera (partnership pubblico-private). «Andare incontro a battute d’arresto è normale: succede in tutte le città svizzere. La speranza è che si continui nel solco della collaborazione con i privati». GIU

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Lugano
  • 1
  • 2

    «La polizia voleva intervenire sullo stabile»

    Ex Macello

    Già l’11 marzo il Municipio decise lo sgombero, ma poi cambiò idea e optò per la disdetta - Comunale e cantonale erano consapevoli che il problema principale sarebbe stato il controllo dell’area dopo la demolizione e avevano ventilato l’ipotesi di intervenire sulla struttura

  • 3

    Ecco il piano di Bally per Villa Heleneum

    Lugano

    Il Municipio spiega perché ha scelto il progetto espositivo dell’azienda di Caslano - «È una proposta che stimola esperienze nuove: in Ticino mancano spazi museali dedicati alla moda» - I nuovi gestori investiranno per adeguare gli spazi interni e verseranno un affitto annuo al Comune

  • 4
  • 5
  • 1
  • 1