Cantone e Comune chiamati alla cassa per l’aeroporto

Lugano airport

La presidente di AvioTicino: «Se si posticipa il voto, l’aeroporto fallisce. Le istituzioni devono garantire i mezzi finanziari alla LASA per continuare fino in autunno, quando vi saranno le condizioni per il dibattito democratico»

Cantone e Comune chiamati alla cassa per l’aeroporto
© CdT/Gabriele Putzu

Cantone e Comune chiamati alla cassa per l’aeroporto

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La diffusione del coronavirus mette in difficoltà l’aeroporto di Lugano. In una nota odierna la presidente di AvioTicino Roberta Passardi chiede che il voto sia posticipato, ma chiama Cantone e Comune di Lugano per scongiurare il fallimento della LASA, che sarebbe inevitabile con un rinvio della votazione.

«Quale dibattito si può animare sul futuro dell'aeroporto, se tutta l'opinione pubblica ticinese è giustamente preoccupata dell'evoluzione dell'emergenza del coronavirus? Semplice: nessuno», scrive Passardi, che precisa: «Allo stato attuale il Consiglio di Stato non ha ancora deciso se rinviare la votazione sull'aeroporto o meno. Ma è chiaro a chiunque, che se il Consiglio di Stato ha deciso per il rinvio delle elezioni comunali in Ticino, e addirittura il Consiglio Federale per il rinvio delle votazioni federali del 17 maggio, la votazione referendaria sui messaggi sull'aeroporto non può essere mantenuta in calendario come nulla fosse».

«Se il Consiglio federale - prosegue - ha ritenuto di rinviare le votazioni del 17 maggio, come si fa a legittimare il mantenimento del voto per la votazione cantonale il 26 aprile? Il problema è che se la votazione referendaria venisse spostata, ad esempio in autunno, la società che gestisce l'aeroporto, ovvero la LASA (Lugano Airport S.A.) andrebbe automaticamente in fallimento. Perché di questo che si tratta. Il referendum è contro ai due messaggi, quello comunale della città di Lugano e quello cantonale, che permetterebbero un aumento di capitale, permettendo alla LASA di continuare la sua attività per rilanciare lo scalo internazionale di Lugano. Senza quell'aumento di capitale, di fatto la LASA non può far altro che fallire». Le vicissitudini legate al coronavirus non consentono però lo svolgersi del dibattito democratico: «Su questo scenario - scrive ancora Passardi - in questo mese bisognava dibattere, fra referendisti e antireferendisti».

«Al di là di come la si pensi - si legge nel documento - in questo momento non è possibile affrontare un dibattito approfondito ed articolato sul futuro di un'infrastruttura che potrebbe giocare un ruolo strategico sul futuro sviluppo del nostro Cantone. Ma non ha alcun senso votare a fine settembre o ad ottobre con una LASA già fallita! Sarebbe un esercizio totalmente inutile. Per questo il Cantone e il Comune di Lugano devono garantire i mezzi finanziari alla LASA per poter continuare fino in autunno, quando vi saranno le condizioni per confrontarsi e dibattere sul futuro di Lugano Airport».

«Qualche giorno fa - ricorda Passardi - i consiglieri comunali di Lugano Morena Ferrari Gamba e Luca Cattaneo hanno inoltrato un'interrogazione in cui chiedono al Municipio di Lugano di far uso degli utili straordinari dell'Ail, che più o meno ammontano a 5 milioni, per contrastare gli effetti della crisi economica che ha generato il coronavirus. Concordo. E una parte di questi milioni, potrebbe essere utilizzata per permettere alla LASA di arrivare fino all'autunno, in modo che si possa rinviare la votazione referendaria senza portare al fallimento la stessa LASA. Oltre al futuro e allo sviluppo che si vuole attuare in Ticino, è di primaria importanza tener conto che ci sono 74 professionisti attive allo scalo di Lugano, a cui è importante garantire lo stipendio (a fine febbraio si è concluso il lavoro ridotto). Non dimentichiamoci che cautelativamente la LASA ha già licenziato il proprio personale per fine aprile e che se il referendum fosse rinviato, senza un finanziamento ponte da parte di Lugano e del Cantone i 74 professionisti che lavorano allo scalo di Agno si troveranno in disoccupazione. Permettiamo di dare i mezzi alla LASA per arrivare all'autunno, in modo tale che i ticinesi e i luganesi possano farsi un'idea e dibattere sul futuro dell'unico aeroporto internazionale presente in Ticino», conclude la nota.

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