Caso Wicht: “Costretto a fare affermazioni non vere”

L'avvocato difensore dell'ex politico in carcere da agosto ci ha spiegato il perché del reato di coazione imputato ai suoi due ex legali arrestati ieri

Caso Wicht: “Costretto a fare affermazioni non vere”

Caso Wicht: “Costretto a fare affermazioni non vere”

LUGANO - Fra le ipotesi di reato addebitate ai due ex legali di Paolo Clemente Wicht, arrestati ieri (vedi suggeriti), vi è anche quello di coazione (citiamo dal Codice penale: "Chiunque, usando violenza o minaccia di grave danno contro una persona, o intralciando in altro modo la libertà d'agire di lei, la costringe a fare, omettere o tollerare un atto").

Vittima della coazione sarebbe lo stesso Wicht. L'attuale avvocato difensore dell'ex politico, Elio Brunetti, ci ha spiegato che «nell'ambito della sua difesa i due ex legali l'hanno costretto a fare affermazioni non veritiere» (senza ricorrere a violenza fisica). Affermazione, questa, che starà al procuratore pubblico Andrea Minesso (che coordina l'inchiesta) verificare, ma che, se troverà dei riscontri, potrebbe alleggerire la posizione processuale di Wicht.

I recenti sviluppi non riguarderebbero in ogni caso i presunti reati patrimoniali contestati a Wicht (che respinge ogni accusa) nei confronti dell'ex moglie e per cui si trova in carcere dallo scorso 22 agosto.

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