Che fine ha fatto l'allarme ozono?

Era il tormentone dell'estate 2003, ma quest'anno si sente soltanto parlare del pericolo dell'ondata di caldo

Che fine ha fatto l'allarme ozono?
Per ora niente allarme: questi cartelli si riferiscono al 2006... (foto Maffi)

Che fine ha fatto l'allarme ozono?

Per ora niente allarme: questi cartelli si riferiscono al 2006... (foto Maffi)

LUGANO - In questi ultimi 22 giorni siamo stati tormentati, è proprio il caso di dirlo, dall'allarme canicola. E il leitmotiv delle temperature sempre abbondantemente oltre i 30 gradi e delle raccomandazioni ha fatto parte della nostra routine quotidiana. Ma all'allarme canicola non è stato accompagnato quello dell'ozono. Ma come, non era un'estate simile a quella del 2003, se non per certi versi pure peggiore? Sul sito dell'Osservatorio ambientale della Svizzera italiana (OASI) sono riportate le concentrazioni di ozono: soprattutto nel Sottoceneri, il limite di legge di 120 μg/m³ è costantemente superato.

Abbiamo chiesto i motivi di questo silenzio a Mirco Moser, capo dell'Ufficio dell'aria, del clima e delle energie rinnovabili. «È difficile rispondere alla domanda, perché il limite di 120 μg/m³ è sorpassato regolarmente, anche in una giornata di sole nel mese di marzo o di aprile, con temperature oltre i 25 gradi. Soprattutto da noi in Ticino, dove gli inquinanti di base che danno origine alla formazione dell'ozono sono sempre presenti, durante tutto l'arco dell'anno». Le sostanze inquinanti a cui il funzionario fa riferimento sono il diossido d'azoto e i composti organici volatili. «Più ci si avvicina alla stagione calda e più l'insolazione – ossia il raggio incidente del sole – è efficiente. I picchi massimi dell'ozono si raggiungono d'estate e in Ticino si registrano pressoché ovunque valori anche oltre i 180 o i 200 μg/m³».

Nell'estate 2003 e nel 2006 era scattata la misura degli 80 km/h sull'A2, che aveva scatenato numerose polemiche. Ma perché al momento non vengono introdotte misure? Moser spiega che «rispetto al 2003 i picchi massimi raggiunti sono tendenzialmente inferiori. Dodici anni fa nelle zone del Basso Ticino i valori hanno anche superato i 300 μg/m³. Questo sta chiaramente a indicare che l'inquinamento di fondo sta diminuendo». Il 2003 è stato l'anno che ha sancito un cambio di approccio da parte dello Stato sia nei confronti della tematica dell'ozono che in quella della canicola. «Dal profilo sanitario non eravamo pronti a far fronte a quello che è poi successo nel 2003. Le settimane di stress psicofisico dovute al caldo sono state molte e il grande caldo è già iniziato nel mese di maggio». Tra le misure adottate vi è stata la creazione del «GOSA, il Gruppo operativo salute e ambiente, costituito per informare l'utenza e soprattutto chi gestisce persone a rischio, come anziani, giovani e malati.

Per ora niente 80 km/hL'ozono è comunque al di sopra della norma di legge e può costituire un problema soprattutto in questo periodo di canicola. «Non avessimo una situazione come quella attuale, con temperature e umidità elevate, l'ozono sopra i 120 μg/m³ non verrebbe percepito da una persona sana. È chiaro che l'effetto abbinato dei due fattori acuisce ancora di più i problemi di salute delle persone a rischio. In particolare, l'ozono limita la capacità polmonare». L'inquinamento, l'irraggiamento solare e le temperature al di sopra dei 25 gradi innescano la formazione del gas.

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