Aviazione

Chi ancora crede all’aeroporto e chi no

Dopo la notizia per cui Zimex non volerà da Agno, anche la politica cittadina non nasconde un certo disorientamento e chiede di essere aggiornata

Chi ancora crede all’aeroporto e chi no
Foto Gabriele Putzu

Chi ancora crede all’aeroporto e chi no

Foto Gabriele Putzu

AGNO - Il disimpegno di Zimex nei confronti dell’aeroporto luganese è l’ennesimo fulmine a ciel sereno che si abbatte sullo scalo, anche se in realtà alcune saette – come il recente annuncio di Swiss – sono cadute quando da mesi si percepiva aria di temporali.

Quindi ora, non se ne fa più nulla?

Abbiamo chiesto un chiarimento al CEO della compagnia Daniele Cereghetti (ticinese, fra l’altro) ma finora non è arrivato nessun feedback. Non è da escludere che l’uscita di Zimex faccia parte di una strategia per stanare Lugano Airport, ma è solo un’ipotesi. Di sicuro, il comunicato giunto da oltre Gottardo ha spiazzato i vertici dello scalo. «Con Zimex abbiamo un contratto pronto che è solamente da firmare» esordisce il direttore di Lugano Airport Maurizio Merlo. E se davvero manca solo la firma, un accordo fra le parti è stato raggiunto. «Quella firma però non la possiamo mettere finché il Consiglio comunale non stanzia il credito per la ricapitalizzazione della nostra società», che è una prospettiva tutt’altro che scontata. Merlo spiega in pratica di avere le mani legate e precisa che l’aeroporto non ha ignorato Zimex. «Sento regolarmente il loro direttore generale, ma ci sono dei passi da fare e da loro non abbiamo mai ricevuto una comunicazione ufficiale sulla loro intenzione di rinunciare all’accordo. Per noi quindi quella strada resta apertissima». Di certo la frattura con Zimex è figlia dell’incertezza politica che regna attorno allo scalo: va rilanciato oppure no? Spendendo quanto? Uno stallo che per l’aeroporto, come azienda, non può che essere dannoso. Merlo concorda e di soluzioni alternative, se con Zimex dovesse andare male, ne vede «ben poche». Ci sarebbe il cosiddetto piano D, ossia la possibilità di ripristinare il collegamento Agno-Ginevra non con dei tradizionali aerei di linea, ma con dei piccoli Pilatus da dieci posti. Se Berna li riconoscesse come voli di linea (svolgerebbero comunque un servizio) l’idea economicamente potrebbe anche avere qualche chance.

Incontro in vista

Il comunicato in cui Zimex afferma di non aver mai trovato un accordo con lo scalo di Agno non fa ovviamente piacere al sindaco di Lugano e presidente di Lugano Airport Marco Borradori, che tuttavia prova a mettersi nei panni della controparte. «Posso immaginare che i tempi della politica abbiano influito e che tutto quello che è uscito in queste settimane possa aver influenzato la compagnia di Zurigo, anche perché il mondo dell’aviazione è molto piccolo». L’obiettivo ora è quello di ricucire lo strappo. «Vogliamo sentirli o incontrarli, anche perché per noi di altre possibilità non ce ne sono». Borradori precisa poi che il messaggio municipale per la ricapitalizzazione non verrà modificato fino a quando non saranno chiare le intenzioni di Zimex. «Se entro fine anno non decidiamo sul risanamento, la partita è chiusa in partenza. Noi tutto quello che potremo fare lo faremo».

E le ripercussioni sul lavoro commissionale?

Ma come influirà la notizia sul futuro del messaggio municipale – attualmente in fase di analisi da parte della Commissione della gestione del Consiglio comunale di Lugano – sulla necessaria ricapitalizzazione dell’aeroporto?

PLR: «Siamo sempre più perplessi»

Il sostegno appare in calo, in particolare osservando l’atteggiamento del PLR, che in realtà aveva sempre difeso a spada tratta l’aeroporto. Già alcuni giorni fa la capogruppo Karin Valenzano Rossi aveva affermato che non si può salvare Agno ad ogni costo. «Siamo sempre più perplessi – ci ha spiegato invece ieri – Noi sosteniamo l’aeroporto nel senso che crediamo che Lugano e il Ticino ne abbiano bisogno. E che serva soprattutto il collegamento con Ginevra . Ma le notizie che arrivano da Swiss, e ora da Zimex, fanno sorgere grossi interrogativi, e il business plan presentato diventa un’ipotesi sempre più lontana. Non si capisce perché chi di dovere non abbia concretizzato i contatti con i privati per mettere in piedi il più in fretta possibile il volo». Dunque, che farà il PLR? «È il momento di ricevere risposte concrete, di competenza di chi l’aeroporto lo gestisce». Poi la stoccata. «E mi sembrano più in balia degli eventi che attori del loro destino».

PS: «Non si può più perdere tempo»

Se Zimex è davvero fuori dai giochi i socialisti sono pronti a bocciare il Messaggio. «La ricapitalizzazione – ci spiega la capogruppo Simona Buri – non può essere congelata. In ottobre bisogna decidere. Alcuni partiti potrebbero voler prendere tempo, ma non si può perché in ogni caso entro dicembre dovrà essere fatta». Il PS è dunque pronto a togliere la spina all’aeroporto? «Assolutamente sì».

Lega: «Facciamo in modo di salvarlo»

Maruska Ortelli, membro della Gestione per la Lega, prova invece a rimanere positiva, nonostante tutto: «Ogni giorno ne esce una, ma io sono sempre stata pro-aeroporto. La mia opinione personale: dobbiamo guardare al futuro e fare in modo di mantenere il nostro scalo; una città come Lugano deve averlo, ma non può più permettersi di andare avanti con i cerotti, anche pensando a chi ci lavora».

PPD: «Aspettiamo precisazioni»

Attendista il PPD, che per voce del suo capogruppo Michel Tricarico risponde: «Mi aspetto che il Municipio arrivi con un aggiornamento sulla base di queste ultime notizie, sicuramente non positive per il futuro dell’aeroporto. È chiaro che il business plan che ci è stato presentato si basava sui voli di linea, e questo sembra essere tornato in discussione in questi ultimi giorni».

UDC: «Ci diano delle spiegazioni»

Voce critica, quella dell’UDC. Tiziano Galeazzi: «Queste notizie non aiutano l’aeroporto e non rappresentano una buona promessa in vista di una decisione politica. Se la situazione è questa, siamo ai blocchi di partenza. La LASA e il Municipio dovranno dare delle spiegazioni su quella che è la differenza tra i progetti che ci hanno presentato e queste novità».

Verdi: «Non ha più mercato»

«Noi – ci spiega Nicola Schoenenberger (Verdi) – voteremo contro. La visione della Città sull’aeroporto, con tutti i piani A, B, C, D e Z, è sempre stata problematica. Non c’è stata una visione strategica e l’aeroporto continua ad agganciare il suo futuro a fattori che l’azionista non può controllare. Lo scalo non ha più mercato e ora bisogna capire cosa farne dopo».

Zali: «Elemento sfavorevole ma che si può superare»

Anche il Governo dovrà però approvare il messaggio che prevede l’aumento della quota azionaria del Cantone (dal 12,5% al 40%) nell’aeroporto di Agno. L’addio di Zimex cambia qualcosa per il Consiglio di Stato? «Il messaggio – spiega Claudio Zali – non è incentrato sulla disponibilità di una specifica compagnia a operare per conto dell’Aeroporto, ma ha un respiro molto più ampio, tendendo principalmente alla salvaguardia dello scalo, dei posti di lavoro e di un importante strumento di promozione economica quantomeno per la regione di Lugano. Quindi non cambia nulla. È solo un ulteriore elemento sfavorevole da fronteggiare e superare».

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