Lugano

Chi vuol pedalare in divisa?

La Città vuole aumentare il numero di agenti in bicicletta: «Piacciono alla gente e accrescono il senso di sicurezza»

Chi vuol pedalare in divisa?

Chi vuol pedalare in divisa?

LUGANO - L’anno scorso hanno macinato 2.050 chilometri in quattro, su e giù per le vie della città. Stiamo parlando degli agenti in bicicletta della Città di Lugano, attivi dall’estate del 2017, a cui presto se ne aggiungeranno altri. Visto il successo di questa prima fase, il Comando ha recentemente inviato a tutti i suoi dipendenti una lettera per cercare nuovi membri della «bike patrol». «Il riscontro con la popolazione è sempre ottimo e sono tutti molto contenti di vederci in bicicletta. Anche durante l’inverno molti cittadini chiedono delle pattuglie in bicicletta» fa sapere la Polizia comunale da noi interpellata. Visto il successo – dovuto sia ai riscontri positivi della popolazione che sul piano operativo – si è quindi deciso di ampliare il servizio nel corso di quest’anno, «per poter disporre quotidianamente di un numero superiore di pattuglie operative sul terreno, in particolare nei luoghi sensibili». Lo scopo è di intrattenere un buon contatto con la popolazione, «riducendo in modo sensibile il senso soggettivo di insicurezza grazie anche alla maggiore facilità per la gente di entrare in contatto diretto con gli agenti».

La «bike patrol», spiega il Comando nella lettera, non è un gruppo autonomo, ma è integrato nei singoli gruppi operativi, in modo che la pattuglia possa essere impiegata a seconda delle necessità (e delle condizioni meteo, ovviamente). I candidati che saranno selezionati parteciperanno a un corso di formazione di quattro giorni organizzato dall’Istituto svizzero di polizia. Anche i quattro già in servizio hanno seguito un corso nel 2018 per perfezionare il comportamento durante i controlli delle persone e le tecniche di sicurezza personale con la bici da pattuglia. Potranno in seguito frequentare anche il corso per diventare istruttori.

Oltre al fermo di una persona ricercata in via Ciani, sul sentiero lungo il Cassarate dove le auto non hanno accesso (erano stati 24 i fermi complessivi nel primo anno di attività), i poliziotti su due ruote l’anno scorso sono stati impegnati in particolare durante l’evento «Lugano Bike Emotion» e hanno accompagnato i ciclisti del «Bike Day» da Melide intorno al San Salvatore.

Le «bike patrol» – spiega la polizia – possono essere chiamate a rispondere a diverse tipologie di intervento: il pattugliamento di luoghi di difficile accesso con le auto (spazi verdi, parchi giochi, zone pedonali, aree scolastiche, rive dei laghi), così come le attività di prevenzione dei reati in presenza di una forte concentrazione di persone (manifestazioni, centri commerciali, aree di parcheggio, ecc.). In ambito operativo il loro impiego può prevedere la ricerca di persone scomparse e il fermo di autori di reati quali borseggio, taccheggio, consumo o spaccio di stupefacenti.

Lugano è stata la città apripista per questo servizio in Ticino. Nell’estate del 2018 anche Locarno ha introdotto due agenti e altri due dovrebbero entrare in servizio quest’anno. Nello stesso momento la polizia Torre di Redde, che serve i territori di Capriasca, Comano, Ponte Capriasca e Cureglia, ha messo a disposizione dei suoi agenti delle mountain bike per pattugliare le zone discoste. A Bellinzona è pendente na mozione che chiede di introdurre le due ruote per gli agenti in città.

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