«Ci sono voluti 17 anni e temo non sia finita»

Massagno

Il sindaco Giovanni Bruschetti festeggia l’approvazione anche in Città della variante che permetterà la copertura della trincea ferroviaria - «Ricordo che per arrivarci abbiamo dovuto affrontare un referendum e 7 ricorsi»

 «Ci sono voluti 17 anni e temo non sia finita»
Così, dove ora passa il treno, potrebbe diventare la trincea.

«Ci sono voluti 17 anni e temo non sia finita»

Così, dove ora passa il treno, potrebbe diventare la trincea.

«Sono passati 17 anni. È vero che in questo tempo non mi sono venuti capelli bianchi, ma per la trincea abbiamo affrontato sette ricorsi al Tribunale federale e un referendum». Giovanni Bruschetti, sindaco di Massagno, può dirsi soddisfatto. Anche il Consiglio comunale di Lugano ha dato luce verde alla variante pianificatoria che permetterà di creare un parco e il campus SUPSI e che prevede la copertura della trincea ferroviaria. Un progetto - che non ha mai convinto una parte della sinistra e degli ecologisti - di cui appunto si parla da 17 anni e che Bruschetti segue in prima persona da quando ancora non era sindaco.

«Un grazie a Giorgio Giudici»

«Diciasette anni fa - spiega Bruschetti ricordando la genesi del progetto - c’era l’idea di coprire la trincea, ma il Cantone ci disse che essenzialmente si trattava di una questione comunale. Io, che ero municipale e non ancora sindaco di Massagno (lo sarei diventato poco tempo dopo) presi allora i rotoli delle planimetrie e dei piani catastali, scesi in piazza della Riforma a Lugano ed entrai nell’ufficio di Giorgio Giudici per sottoporgli quella visione». E a Giudici l’idea piacque. «Capì che non era un progetto squisitamente massagnese ma che era strategico per tutto il Luganese. Dopo il voto in Consiglio comunale ci siamo sentiti, ripercorrendo questi 17 anni. Giudici ha avuto un ruolo importantissimo in tutto questo». Collaborazione che portò al progetto di Mario Campi, al noto «masterplan città alta» e all’idea della creazione di un parco urbano.

«Ora ne cogliamo i frutti»

La trincea ha ricevuto dunque l’avallo politico e mercoledì sera ha compiuto un balzo in avanti fondamentale verso la realizzazione. «È stata compresa - continua Bruschetti - l’importanza di quel comparto e giudicato positivamente il progetto, capendo che guarda al futuro». Ora si aspetta che la SUPSI parta con la prima fase della progettazione del sua nuova sede alla stazione, mentre i Comuni e il Cantone (in accordo con le FFS) procederanno alla progettazione della parte a monte. «Ma non escludo che ci siano nuovi ricorsi». Secondo Bruschetti in ogni caso l’importante è che «sia stato creato un palinsesto normativo che, quando sarà approvato definitivamente, garantirà la possibilità di procedere con la progettazione anche ai promotori immobiliari, laddove è previsto un discorso urbanistico».

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