Cinque associazioni lanciano un appello per l'OSI

ASSI, Pen, STBA, Visarte, TASI: "Un venir meno del nostro complesso orchestrale sarebbe una perdita fatale difficilmente recuperabile attraverso vie alternative"

Cinque associazioni lanciano un appello per l'OSI

Cinque associazioni lanciano un appello per l'OSI

LUGANO - Cinque associazioni rappresentative della realtà culturale e artistica della Svizzera italiana (ASSI, Pen, STBA, Visarte, TASI) hanno diffuso lunedì un appello per l'Orchestra della Svizzera Italiana.

L'appello è stato lanciato in vista dell'incontro previsto a Berna il 26 gennaio prossimo tra i rappresentanti della Fondazione dell'OSI, del Governo cantonale e quelli della Società Svizzera di Radiotelevisione: un incontro da cui dovrebbe emergere lo scenario in positivo o in negativo che si prospetta per il complesso orchestrale ticinese.

IL TESTO DELL'APPELLO

Alla fine di quest'anno verrà a scadere la convenzione tra la fondazione dell'Orchestra della Svizzera italiana e la SSR SRG, che l'ente radiotelevisivo nazionale non intende rinnovare dichiarando di non voler più far parte del rispettivo consiglio di fondazione, con il proposito di usufruire dei suoi servizi come semplice cliente. Al di là di tale opzione, la quale rivela una preoccupante svolta storica nel venir meno di un fattore importante di radicamento della SSR nella nostra regione, allarma la drastica riduzione del contributo finanziario della SSR all'OSI che, nei termini dichiarati, minaccia alla base la sopravvivenza del nostro complesso sinfonico.Dopo più di un anno dall'annuncio della disdetta purtroppo non si intravvede ancora una concreta via d'uscita da tale situazione.

Come organismi operanti nella promozione dell'arte e della cultura nella Svizzera italiana non possiamo rimanere indifferenti di fronte al pericolo della scomparsa di un attore fondamentale per la diffusione della cultura nella nostra regione qual è l'OSI. Tanto più in quanto essa è attiva da più di 80 anni come strumento che ha reso e rende possibile il contatto diretto del nostro pubblico con il patrimonio musicale in generale e con quello specifico del nostro Paese, punto di riferimento per lo sviluppo della professionalità artistica in questo campo che ha permesso di elevarci al livello raggiunto nelle altre regioni svizzere e di mantenere il confronto e il dialogo con le realtà internazionali parallele.

Per una minoranza culturale come la nostra è di estrema importanza poter vantare un fronte articolato di offerta produttiva che l'OSI rappresenta sul lato musicale. Un suo venir meno lascerebbe un vuoto evidente compromettendo quell'equilibrio faticosamente raggiunto in anni di lavoro, che hanno portato la musica da noi ad affermarsi ai più alti livelli, e produrrebbe una dispersione di competenze che sarebbe una perdita fatale difficilmente recuperabile attraverso vie alternative.

Facciamo perciò appello alle autorità politiche, cantonali e comunali, e alle organizzazioni private, affinché con il loro sostegno e il loro contributo sia garantita nel presente e nel futuro l'esistenza dell'Orchestra della Svizzera italiana.

ASSI - Associazione Scrittori della Svizzera italianaFrancesca Giorzi, presidente

PEN Club della Svizzera italiana e retoromanciaFranca Tiberto, presidente

Società ticinese di belle artiTiziano Dabbeni, presidente

Visarte -TicinoFabiola Quezada, presidente

TASI - Teatri associati della Svizzera italianaMargit Huber, presidente

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