«Con quel sondaggio la Città non c’entra nulla»

Polo Sportivo

L’MPS accusa il Municipio di fare campagna in vista sul referendum con una ricerca d’opinioni pilotata e con soldi pubblici - Lugano però smentisce: «Non l’abbiamo commissionato noi e di certo non è finanziato con soldi pubblici» - Il Movimento: «Rischi seri per la libera espressione democratica»

 «Con quel sondaggio la Città non c’entra nulla»
©CDT/GABRIELE PUTZU

«Con quel sondaggio la Città non c’entra nulla»

©CDT/GABRIELE PUTZU

Nel primo pomeriggio di oggi l’MPS ha inviato alle redazioni un duro comunicato intitolato «Il Municipio di Lugano comincia la campagna sul PSE: ed è già in fuorigioco». Al movimento non è piaciuto un sondaggio inviato ad alcuni cittadini nei giorni scorsi in cui si chiede la loro opinione sul Polo Sportivo: «Si può dedurre che a commissionarla sia stata la Città – scrivono. – Si tratta di vero e proprio materiale di propaganda a favore del PSE: materiale pagato dalle imposte dei cittadini e delle cittadine, anche di coloro che sono contrari al progetto».

Il Municipio di Lugano, però, con il sondaggio non c’entra nulla, come ci ha confermato precisamente il capodiscatero sport Roberto Badaracco: «Non l’abbiamo commissionato noi e di certo non è finanziato con soldi pubblici».

Si tratta dunque di un’iniziativa privata, probabilmente di qualche gruppo d’interesse. L’MPS, al netto delle accuse all’Esecutivo già rispedite al mittente, afferma che il sondaggio – elaborato dall’azienda specializzata intervista.ch – sia tendenzioso: «Vista l’impostazione complessiva del sondaggio stesso, appare evidente che l’obiettivo è di orientare le risposte in modo che emerga una sostanziale fiducia nel progetto PSE. Molte delle domande poste, infatti, partono da premesse date in modo scontato come positive».

«Non pensavamo che le cose potessero essere così gravi»

All’apprendere che la CIttà non ha commissionato il sondaggio, l’MPS ha rilanciato con una nuova nota stampa affermando che «se le cose stanno proprio così, non pensavamo che le cose potessero essere così gravi e i rischi così seri per la libera espressione democratica in questo paese». Partendo infatti da una frase della lettera accompagnatoria il sondaggio in cui si legge che l’azienda autrice «conduce il sondaggio per conto di responsabili di progetto», l’MPS ne deduce che «tecnicamente e politicamente il Municipio di Lugano e la città non figurano e non si considerano fra i responsabili del PSE» (ma se la Città era ignara del sondaggio, va da sé che non aveva voce in capitolo su come il sondaggio è stato presentato). Il movimento ne deduce anche (ma per ora non vi sono conferme) che i mandanti dello studio a questo punto sarebbero Credit Suisse e HRS, «due aziende che hanno interessi milionari nel progetto».

« Di fronte a tutto questo - conclude l’MPS, - l’atteggiamento del Municipio avrebbe dovuto essere altro che quello di affermare, semplicemente, che non c’entra nulla. Dovrebbe invece invitare i committenti ad astenersi dalla campagna, a rinunciare a tale sondaggio: coscienti che l’unico vero sondaggio a cui si può e si deve credere sarà quello espresso, attraverso una libera formazione delle opinioni, dal voto dei cittadini e delle cittadine».

Passando, infine, dal sondaggio al referendum, quest’ultimo starebbe andando molto bene. Tanto bene che, secondo nostre informazioni, il tetto minimo delle tremila firme potrebbe già essere stato raggiunto. Al riguardo, da noi contattato l’MPS per ora non si sbilancia, e continuerà con la raccolta. Il termine scade il 31 maggio.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Lugano
  • 1

    Alla Gerra un primo tassello di riqualifica del comparto

    Aree e giochi

    Prende forma lo spazio adiacente alle scuole elementari in via Trevano caratterizzato da attività ludiche, sport urbano, ricca vegetazione e possibiltà di distensione - La municipale Karin Valenzano Rossi: «Ecosostenibilità e qualità di vita i motori del progetto»

  • 2

    Trevano e le grotte del castello fatto saltare in aria

    Perle nascoste del Luganese

    Non aspettatevi stalattiti o stalagmiti, ma le grotte rappresentano comunque una delle poche testimonianze rimaste della gigantesca tenuta demolita (compiendo probabilmente uno dei più grandi errori pianificatori nella storia del Ticino) nel 1961 per far spazio al centro studi.

  • 3

    Un altro ricorso frena l’aeroporto

    LUGANO

    Northern Lights e Team LUG, che avevano annunciato un’alleanza strategica, contestano la possibilità data dal Municipio di «aggiornare i progetti presentati» in autunno e la comunicazione sul «rinnovato gruppo di esperti che dovrà valutare le proposte»

  • 4
  • 5
  • 1
  • 1