Condannati per lo stupro in bagno

processo

La Corte ha inflitto pene detentive di cui una sospesa a beneficio di un trattamento stazionario ai due responsabili delle violenze nei confronti di una 17.enne

Condannati per lo stupro in bagno
©CdT/Archivio

Condannati per lo stupro in bagno

©CdT/Archivio

Quello stupro nel bagno in un monolocale del Luganese a inizio 2017 ai danni di una 17.enne c’è stato. Lo ha sentenziato oggi il giudice delle Assise criminali Amos Pagnamenta. I due autori, un 27.enne kosovaro e un 26.enne ticinese, sono stati condannati rispettivamente a 5 anni di carcere (e 8 d’espulsione) e a 4 anni e 3 mesi. Pena, quest’ultima, interamente sospesa a favore di un trattamento stazionario.

Non solo l’abuso c’è stato (le difese chiedevano il proscioglimento), ha detto Pagnamenta, “ma è irrilevante che sia avvenuto in un ambiente di degrado o che la vittima abbia avuto un altro rapporto consenziente poco prima con un’altra persona: una donna non dovrebbe mai doversi trovare a subire una cosa simile, non importa il contesto”.

La colpa maggiore è stata attribuita al kosovaro, perché “è stato lui a dare il là a quanto accaduto prima, e poi a spronare il suo correo” nel compiere la violenza. Il 27.enne, difeso dall’avvocato Marco Masoni, non ha potuto godere di alcuna attenuante, anche per via del suo comportamento processuale: “Ha cambiato innumerevoli versioni. Prima ha tentato di infangare la vittima a livello estetico e per il suo stato psicofisico, poi ha affermato che solo il correo ha commesso lo stupro. È un bugiardo di prima categoria, e di rara arroganza”.

Pena più lieve, ma comunque ingente, per il ticinese (difeso dall'avvocato Fabiola Malnati), che soffre di un ritardo intellettivo e di diversi problemi psichici (una perizia parla di scemata imputabilità di grado medio): “Ma anche lui ha agito in maniera egoistica. Non ha avuto remore anche se gli era chiaro che la vittima non era nel pieno delle proprie capacità psicofisiche. E aveva chiaramente compreso che la giovane quel rapporto non lo voleva”.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Lugano
  • 1
  • 1