In Appello

Confermata la pena allo spacciatore con il food truck

Aveva venduto eroina per comprarsi il furgone e aveva sottaciuto all’amante di aver contratto il virus dell’HIV

 Confermata la pena allo spacciatore con il food truck
(Foto Archivio CdT)

Confermata la pena allo spacciatore con il food truck

(Foto Archivio CdT)

LOCARNO - Tre anni e sei mesi di carcere erano, tre anni e sei mesi di carcere sono. La Corte d’appello e di revisione penale ha confermato la condanna inflitta a gennaio a un 54.enne italiano nato e cresciuto in Ticino per spaccio di eroina e per tentate lesioni gravi ripetute. La sentenza è stata comunicata alle parti ieri e segue l’udienza di venerdì scorso (vedi suggeriti). Ad opporsi alla decisione della Corte di prime cure (che era stata emessa a gennaio) erano sia l’imputato che la procuratrice pubblica Pamela Pedretti. Il primo, tramite la legale Luisa Polli, riconosceva le accuse mossegli ma chiedeva uno sconto di pena, «da contenersi in 36 mesi al beneficio della condizionale». La seconda, invece, si è battuta affinché l’uomo fosse espulso per otto anni dal territorio elvetico, anziché i cinque comminatigli davanti alla Corte delle assise criminali. La giudice Giovanna Roggero-Will (giudici a latere Rosa Item e Attilio Rampini), non ha però ritenuto di doversi discostare da quanto sancito a gennaio, e ha respinto gli appelli delle parti. Le motivazioni della sentenza non sono al momento note: starà alle parti, se lo vorranno, farne richiesta. In tal caso la CARP avrà due mesi per stenderle.

Quanto alla fattispecie, il 54.enne - con un passato di tossicodipendenza e una condanna per spaccio - era riuscito a dare un taglio al consumo di droga e a rimettere in carreggiata la propria vita. Ma per sostenere la sua attività di cibo di strada (in particolare per comprarsi il furgone), ha ripreso a spacciare eroina fra il 2016 e il 2018 nel Luganese, per oltre mezzo chilo. Inoltre, nel frattempo ha contratto il virus dell’HIV (ora è sieronegativo grazie ai farmaci), sottacendolo all’amante, con cui ha avuto due rapporti non protetti (da cui l’accusa di tentate lesioni gravi). A suo carico anche il reato di ripetuta guida senza autorizzazione. Cose che, sommate, hanno portato Pedretti a dire «che lui delle leggi se ne frega.»

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