Cosa ci fa un autocarro in fondo al Ceresio?

CASSARATE

Il mezzo pesante giace a quaranta metri sott’acqua davanti alla Lanchetta - Lo ha raggiunto e filmato un sommozzatore e potrebbe trovarsi laggiù da molti anni - IL VIDEO

Cosa ci fa un autocarro in fondo al Ceresio?

Cosa ci fa un autocarro in fondo al Ceresio?

Copertoni, batterie, bottiglie, lavandini, lastre di amianto, sedie, idranti, biciclette, ferraglia, plastiche varie. In fondo al Ceresio negli anni è stato trovato di tutto, ma un autocarro mai... Avete capito bene: un autocarro. Giace sul fondale di fronte alla Lanchetta, a circa quaranta metri di profondità. Lo ha filmato un sommozzatore e noi abbiamo potuto guardare il suo video. Sul genere di mezzo pesante non possiamo essere più precisi: laggiù è buio pesto, il veicolo è ricoperto di alghe e la torcia del sub aiuta fino a un certo punto. Le immagini suggeriscono che si tratti di una macchina da cantiere. La parte anteriore somiglia a quella di un trattore, mentre in quella posteriore c’è un rimorchio. Da qui in poi, per il momento, le domande restano senza risposta. E sono tante. La più ovvia: come ci è finito laggiù quell’autocarro? Si può supporre che qualcuno abbia cercato di trasportarlo sull’altra sponda del Ceresio a bordo di una zattera e che qualcosa sia andato storto. Non si può nemmeno escludere che sia stato fatto inabissare di proposito, ma siamo nel campo delle ipotesi. Occorre anche capire quando è successo: lo strato di sedimenti sulla carrozzeria conferma che non si tratta di un episodio recente. Potrebbe anche risalire a decine di anni fa.

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La verità sommersa
Viene poi da chiedersi se ci sia ancora una targa leggibile. Sicuramente, il numero di matricola stampigliato sul telaio potrebbe consentire di risalire velocemente al proprietario. Un altro dubbio è legato alle conseguenze ambientali di questa presenza anomala: ci sono ancora olio e carburante nel motore e nel serbatoio? Oppure sono lentamente fuoriusciti con il tempo, andando a inquinare la zona? Di sicuro qualche responsabilità in materia c’è. Bisogna vedere se dopo il casuale ritrovamento vi saranno delle indagini da parte delle autorità e se il mezzo verrà trainato a riva o rimarrà dov’è per sempre. Forse delle nuove immersioni permetterebbero di raccogliere qualche elemento in più sul misterioso autocarro. Per ora la verità rimane adagiata su fondo del Ceresio.

Storie e misteri nelle profondità dei nostri laghi

Chissà quanti altri segreti sono custoditi nei nostri laghi prealpini. Laghi profondi, scuri. Forzieri chiusi a chiave dalla natura. A volte però qualche storia riemerge. Gli archivi ci portano al 2009, quando ad Ascona fu ripescata una Bugatti d’epoca che giaceva da una settantina d’anni in fondo al Verbano. Il recuperò fu dedicato alla memoria di Damiano Tamagni. Non è invece mai stata recuperata la torpediniera italiana Locusta, inghiottita dal lago Maggiore nel 1896 insieme ai suoi dodici marinai. Sono state effettuate varie ricerche e alcuni dicono di sapere dove si trovi il battello, che però è ancora laggiù: un’altra verità sommersa. È andato incontro allo stesso destino il monumento ai caduti di Campione d’Italia, spazzato via da uno smottamento nel 1934. Raffigurava un soldato pronto a scagliare una granata e forse non verrà mai riportato a riva. Poco lontano, sui fondali al largo di Castagnola, c’è un’altra statua. Una madonnina. È stata posata nel 2000 per esaudire il desiderio di Giampiero Balmelli, un sommozzatore scomparso a causa di una malattia. Amava il lago, come lo amavano tutti gli appassionati che sono morti nelle sue profondità. I corpi di alcuni di loro non sono mai stati ritrovati. «Il Ceresio - disse una volta Jacques Piccard - è una tomba inviolabile».

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