Cristina Zanini Barzaghi vs. Lorenzo Quadri: il videodibattito elettorale

COTTI IN 15 MINUTI

I municipali uscenti di PS e Lega si confrontano sui temi sociali

Cristina Zanini Barzaghi vs. Lorenzo Quadri: il videodibattito elettorale
In disaccordo, ma non tantissimo. © CdT/Putzu

Cristina Zanini Barzaghi vs. Lorenzo Quadri: il videodibattito elettorale

In disaccordo, ma non tantissimo. © CdT/Putzu

Giocavano tutti e due in casa: il tema di fondo lo conoscono bene. Nel secondo dei confronti luganesi in vista delle elezioni, i municipali uscenti Cristina Zanini Barzaghi e Lorenzo Quadri hanno discusso di socialità da diversi punti di vista. Le loro posizioni sono meno lontane di quello che si potrebbe pensare e il dibattito è stato pacato, come tutti quelli della nostra serie del resto. Considerato il clima che si è respirato finora in città, è una notizia anche questa.

Una realtà
Partiamo dal disagio sociale. «Il lato nascosto di Lugano» lo descrive qualcuno. Diciamo che c’è chi sottovaluta il fenomeno, o non lo conosce affatto. Spesso si tratta di persone che vivono all’estero e immaginano la Svizzera come un paradiso dove la parola povertà non esiste nemmeno, mentre in altri casi, purtroppo, l’ignoranza è a chilometro zero. Sta di fatto che la Città contribuisce con circa 30 milioni all’anno ai sussidi sociali cantonali (AVS, AI, complementari, casse malati) ai quali vanno aggiunti gli aiuti versati in base al regolamento comunale: nel 2019 ammontavano a 735 mila franchi contro i 763 mila del 2018 e i 560 mila del 2017.

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Soldi e solidarietà
La domanda è se la Città dovrebbe fare di più, considerando il miglioramento delle finanze comunali, oppure se i contributi attuali sono sufficienti. «Lugano ha gli strumenti per contrastare la povertà e il disagio sociale – premette Quadri – Penso in particolare al tavolo che riunisce tutti gli attori interessati e al nostro regolamento che permette di fornire prestazioni aggiuntive a quelle cantonali. Certo, si può sempre fare meglio, ma basandosi su bisogni reali, non con sussidi a pioggia». In questo saranno d’aiuto i risultati dello studio sulla situazione socioeconomica di Lugano, atteso ormai da qualche tempo. «Per quanto riguarda il disagio sociale, di cui si è parlato molto dopo quello che è successo alla pensione La Santa, i casi gravi sono pochi, meno di una decina in città, quindi il fenomeno va sì affrontato, ma non ingigantito». Zanini Barzaghi non ha dubbi: «Potere d’acquisto ridotto, aumento degli affitti e delle casse malati, salari al ribasso: negli ultimi anni abbiamo assistito a un deterioramento e dobbiamo fare uno sforzo in più». Non necessariamente aumentando il budget. «Occorre una rete sociale più sviluppata, anche in collaborazione con la cittadinanza. Penso alle portinerie di quartiere, a custodie sociali da definire insieme ai proprietari degli immobili, a una maggiore mescolanza fra generazioni e ceti diversi negli stabili residenziali, a una più intensa attività di prossimità cooperando con le associazioni».

Appartamenti per tutti
A proposito di stabili residenziali, un obiettivo condiviso è la creazione di alloggi a pigione moderata. Un primo concorso, anche questo atteso da tempo, è stato lanciato per un terreno in via Lambertenghi e si spera che qualche ente di pubblica utilità – le SA sono state escluse – decida d’investire nel progetto. Va bene così, o anche in questo caso si può fare di più? Secondo Quadri «il Comune deve intervenire solo sostenendo le iniziative private con agevolazioni che permettano di abbassare le pigioni e non mettendosi a costruire in proprio, ma non è comunque questa l’intenzione». «Poi ci sono sempre i contributi all’alloggio previsti dal regolamento comunale». Zanini Barzaghi si è occupata del tema con il suo Dicastero Immobili e ne conosce la complessità, ma vorrebbe fare di più: «Lugano ha già degli alloggi con affitti del 20% meno cari rispetto al mercato, ma sono troppo pochi: dobbiamo agire più velocemente e mettere a disposizione nuovi terreni e stabili agli enti di pubblica utilità». La municipale lancia un’idea: realizzare appartamenti a pigione moderata per anziani autosufficienti alla Residenza al Castagneto, anziché venderla come previsto. «Perché continuare a cercare di alienare stabili? È un errore, bisognerebbe invece comprare. La Città deve promuovere un’economia immobiliare sana». Per Quadri la proposta è improvvida: «Non credo che Castagnola sia il quartiere giusto. Va bene favorire un mix tra i ceti, ma bisogna tener conto dei valori immobiliari. E il ricavato della vendita potrebbe finanziare altri progetti». Di principio anche il leghista pensa che l’ente pubblico debba attivarsi, «ma evitando un’economia pianificata: quello è troppo».

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