Da oggi ogni giorno è buono per lo sgombero dell’ex Macello

Lugano

A meno che gli autogestiti decidano a breve di sedersi a un tavolo per discutere una sede alternativa, la Città ora può legalmente liberare forzatamente gli spazi - Borradori: «Se ne occuperà la Polizia, nemmeno noi sapremo quando accadrà fino a pochi minuti prima dell’inizio dell’operazione»

Da oggi ogni giorno è buono per lo sgombero dell’ex Macello
© CDT/GABRIELE PUTZU

Da oggi ogni giorno è buono per lo sgombero dell’ex Macello

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Mentre c’è ancora chi auspica che il Municipio di Lugano ci ripensi - FA Lugano l’ha ad esempio invitato martedì a «riporre l’ascia di guerra perché c’è tutto il tempo per trovare soluzioni condivise senza adottare misure di forza» - da oggi ogni giorno sarà quello buono, per così dire, per sgomberare le aree dell’ex Macello occupate dagli autogestiti. Dal profilo formale infatti la «lunga e quasi estenuante» - nelle parole del sindaco Marco Borradori - procedura legale termina con l’intimazione dell’esecuzione forzata dello sfratto. Il documento verrà affisso in giornata ai cancelli della struttura. «Abbiamo deciso di togliere l’effetto sospensivo e giuridicamente avremmo quindi mano libera», dice il sindaco. Gli autogestiti possono comunque opporsi alla decisione, chiedendo innanzitutto il ripristino dell’effetto sospensivo. Ma finora, benché di occasioni per opporsi ce ne siano state, non hanno esercitato questo diritto.

Tocca alle forze dell’ordine

Questo non significa ancora che già passato il fine settimana l’ex Macello sarà sgomberato, per due motivi. Innanzitutto perché la Città lascia ancora aperta un’occasione di dialogo, pur non credendo che verrà colta: «Se i rappresentanti del Molino dovessero dirsi disposti a trovare una soluzione condivisa non chiudiamo di certo la porta - dice Borradori. - Ma è quasi un’illusione». In secondo luogo perché ci sono tempi tecnici per attuare lo sgombero: «Daremo l’indicazione di procedere alla Polizia e a quel punto sarà lei a decidere quando effettuarlo. Potrebbe accadere presto, come anche in tempi medi o lunghi. Noi non lo sapremo probabilmente fino a pochi minuti prima di quando accadrà. L’aspetto operativo non sarà in mano nostra, anche se saremo ovviamente a disposizione delle forze dell’ordine». Polizia che, afferma Borradori, ha già cominciato a preparare degli scenari per operare lo sgombero e per gestirne il seguito, cioè per capire cosa accadrà dopo.

Altre soluzioni

Se tuttavia gli autogestiti decidessero di sedersi a un tavolo, di cosa si parlerebbe? «Dell’identificazione di una sede alternativa - dice Borradori. - Abbiamo soluzioni sul territorio cittadino, seppur non ancora pienamente delineate. Ma se il Cantone facesse quello che speriamo ce ne sarebbero di più». Il riferimento è a un atto parlamentare che invita il Consiglio di Stato a prendere in mano la situazione: «Perché il problema dell’autogestione non è solo una questione di Lugano - conclude il sindaco. - Lo è diventato solo perché ai tempi la Città si era offerta di mettere a disposizione l’ex Macello».

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