Da un quarto di secolo con lo sguardo rivolto al futuro

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Al via oggi la due giorni del Premio Möbius che quest’anno riflette sulla trasformazione digitale delle culture

Da un quarto di secolo con lo sguardo rivolto al futuro
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«La trasformazione digitale delle culture»: questo il tema scelto per la 25. edizione del Premio Möbius che si svolge venerdì 15 e sabato 16 a Lugano, prevalentemente allo Studio 2 della RSI, ma con una capatina anche nell’Aula magna del Liceo 1 per l’apertura dell’evento con il MöbiusLab Giovani dedicato a «Digitale e futuro della scuola». «Culture» al plurale perché non vanno intese in senso antropologico o etnologico quanto piuttosto come le tante sfere della vita umana che, ogni giorno, sono influenzate dalle tecnologie digitali e dalla loro continua trasformazione.

È un traguardo significativo quello raggiunto quest’anno dalla manifestazione luganese: un quarto di secolo. Come festeggiarlo degnamente? A rispondere alla nostra domanda ci pensa il direttore della Fondazione Alessio Petralli. «Vogliamo soprattutto guardare al futuro. Siamo partiti premiando i migliori CD-ROM in lingua italiana in quanto, all’epoca, tale tecnologia era considerata il nuovo papiro dato che poteva contenere grandi quantità di dati, immagini fisse e in movimento. Con il passare del tempo è però tramontata, si è imposta la rete e noi abbiamo iniziato a premiare i siti web, le app e gli e-book migliori. Oggi l’attenzione è invece rivolta alle intelligenze artificiali che rappresentano il futuro in campo digitale. Al tema dedicheremo perciò un dibattito, venerdì 15 alle 16.30, durante il quale ci chiederemo se nella Svizzera italiana siamo pronti a sfruttare da un punto di vista economico e di mercato questa nuova tecnologia sulla quale al giorno d’oggi si investe molto. È importante sottolineare, infatti, come il nostro territorio abbia un vantaggio di posizione nel settore grazie a realtà come l’Istituto Dalle Molle o l’UBS (che ha portato a Manno il suo centro di competenze per l’intelligenza artificiale nella finanza) che si vuole non solo mantenere, ma anche accrescere». Un Premio come il Möbius che vuole rimanere al passo con i tempi e, perché no, anticiparli, non può insomma ignorare l’intelligenza artificiale. «Proprio per tale ragione – prosegue Petralli – a partire dall’anno prossimo vorremmo introdurre, in collaborazione con l’Istituto Dalle Molle, un premio dedicato alle intelligenze artificiali».

Rimanendo in tema di premi, per il 25. si sono pensate delle novità pure in tal senso. «È vero, abbiamo istituito due premi speciali: uno per “digitale e ambiente” e l’altro per “digitale e medicina”», spiega il direttore della Fondazione. «Il primo sarà assegnato all’Osservatorio Ambientale della Svizzera Italiana (OASI) che è stato pioniere e ha fatto scuola in Svizzera nell’elaborazione di una piattaforma che raccoglie tutti i tipi di dati ambientali monitorati. Il secondo riconoscimento, invece, sarà attribuito a Gain Therapeutics, azienda fondata a Manno nel 2017 che si occupa della lotta contro le malattie rare e neurodegenerative attraverso un algoritmo in grado di analizzare in maniera virtuale molecole mal funzionanti o dannose. Abbiamo deciso di conferire un riconoscimento a questa realtà da un lato per il suo lavoro all’avanguardia, dall’altro perché, a testimonianza della qualità della sua offerta, tre anni dopo la nascita è stata quotata a Wall Street, sbarcando al NASDAQ con un’offerta pubblica iniziale da 40 milioni di dollari».

Molti sono i temi che verranno affrontati nella due giorni di Lugano allo scopo di esplorare come è cambiato il mondo in un quarto di secolo e cosa accadrà negli anni a venire. In particolare, si rifletterà sul futuro dell’editoria e dei media, su quello della scuola nella sua sfida con il digitale e su quello delle arti, degli spettacoli, della scienza e della filosofia. Spazio anche ad un incontro sull’interpretazione dei dati con focus su ambiente, sesso e demografia.

Tante, comunque, non saranno solo le questioni affrontate nelle giornate di venerdì 15 e sabato 16, ma altresì i relatori che interverranno. «Siamo fieri di avere come ospiti, sabato pomeriggio alle 14.00, Mario Botta e Dick Marty dato che sono due personalità di respiro internazionale che hanno molto da dire», confida Alessio Petralli. «I due sono affiatati: intavoleranno perciò certamente un dibattito che svilupperà riflessioni profonde. Volgendo uno sguardo a quella del passato, Botta si interesserà alla città del futuro. Marty, dal canto suo, si chinerà sul problema delle democrazie alla luce delle derive che vediamo oggigiorno tra le quali, per esempio, possiamo pensare a certi populismi o alla finanziarizzazione dell’economia. Siamo poi contenti – continua Petralli – di poter contare sulla presenza di Massimo Bray, amico di lunga data del Premio, che in qualità di direttore generale della Treccani nonché di ex ministro italiano della cultura potrà fornire al pubblico informazioni di prima mano sul futuro del libro. Come non citare pure Gino Roncaglia che nel campo delle umanità digitali è il faro in Italia. Non dimentichiamo nemmeno i relatori ticinesi: dal direttore del Corriere del Ticino Paride Pelli a quello della RSI Mario Timbal passando per Stefano Vassere, alla testa del Sistema bibliotecario ticinese. Un’altra presenza stabile del Möbius di cui andiamo fieri è Derrick de Kerckhove, psicotecnologo direttore dell’Osservatorio TuttiMedia e di Media Duemila, che è considerato l’erede del fondatore degli studi sui mass-media: Marshall McLuhan.

Per concludere, non si può parlare di Möbius senza accennare a colui che per sei anni è stato alla testa della Fondazione e che è recentemente scomparso: Marco Borradori. «Per noi è stata una presenza fondamentale e ci manca molto. Con il Consiglio di Fondazione stiamo pensando di proporre qualcosa dedicato a Marco a partire dall’edizione 2022» confida Alessio Petralli. «Per quanto riguarda invece l’appuntamento di quest’anno, lo ricorderemo in entrata del Premio».

Da un quarto di secolo con lo sguardo rivolto al futuro

© Premio Möbius Lugano

Un programma mai così ricco di contenuti

La 25. edizione del Premio Möbius si apre venerdì 15 alle 11.00 nell’Aula magna del Liceo 1 di Lugano con un dibattito tra Gino Roncaglia e gli studenti dell’istituto sul futuro della scuola nell’era digitale. Dopo l’apertura, il Premio si sposta allo Studio 2 della RSI dove, alle 14.00, si tiene un dibattito sul futuro dei media e dell’editoria al quale intervengono Paride Pelli, Mario Timbal, Stefano Vassere, Massimo Bray, Luca De Biase, Natascha Fioretti, Gabriele Balbi e Gino Roncaglia. Alle 16.30 è il turno del simposio L’Intelligenza Artificiale e la nuova rivoluzione economico-industriale: siamo pronti? che vede come relatori Alessio Petralli, Marco Zaffalon, Mauro Dell’Ambrogio, Stefano Santinelli, Lorenzo Leoni, Luca Soncini e Simone Wyss Fedele. La giornata di sabato 16 si apre alle 9.00 con la presentazione dei finalisti e l’attribuzione del Grand Prix Möbius Suisse dedicato all’«innovazione svizzera di qualità per il digitale, gli eventi e gli spettacoli», del Gran Prix Möbius editoria mutante dedicato alle fiere e ai congressi immersivi di qualità di area italofona, del premio Möbius Giovani per la valorizzazione digitale dell’epistolario di Vincenzo Vela ad opera degli studenti del corso di laurea in comunicazione visiva della SUPSI e dei due premi per il Venticinquesimo (vedi articolo). Alle 14.00 va quindi in scena un dibattito tra Mario Botta e Dick Marty sulla città e la democrazia verso il futuro, mentre dalle 15.00 si riflette con Carmelo Rifici, Marco Franciolli, Alessandro Curioni, Emanuele Carpanzano, Derrick de Kerckhove, Gualtiero e Roberto Carraro di arti, spettacoli, scienza e filosofia. Il Möbius si chiude alle 17.00 con la conferenza Interpretare i dati: ambiente, sesso e demografia verso il futuro alla quale intervengono Bruno Oberle, Antonietta Mira e Ivano Dandrea. La partecipazione agli incontri è gratuita, è tuttavia necessario prenotarsi sul sito www.moebiuslugano.ch. Sullo stesso portale è possibile seguire in streaming gli eventi e, una volta terminati, rivederli.

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