Da un secolo le sue giostre portano gioia e divertimento

Agno

Una famiglia di giostrai dal 1915 si muove sul territorio cantonale e in Svizzera per portare allegria alla gente - Michele Pellerani ne è l’ultimo esponente: «L’altra faccia della fatica è vedere il volto sorridente di chi arriva e parte»

Da un secolo le sue giostre portano gioia e divertimento
L’artefice delle attrazioni. ©CDT/Chiara Zocchetti

Da un secolo le sue giostre portano gioia e divertimento

L’artefice delle attrazioni. ©CDT/Chiara Zocchetti

Da un secolo le sue giostre portano gioia e divertimento

Da un secolo le sue giostre portano gioia e divertimento

Da un secolo le sue giostre portano gioia e divertimento

Da un secolo le sue giostre portano gioia e divertimento

Agno, Via Lugano 15, ore 10 del mattino. Nell’ampio terreno accanto al campo di calcio un uomo pulisce i “Toi Toi”, i bagni sanitari mobili. Una giostra si sgranchisce le braccia facendole sonoramente roteare, una roulotte alza le palpebre lasciando intravedere peluche in attesa che qualche bambino stasera li vinca e li porti in una nuova casa. Di fronte un palchetto contenente 24 piccole auto in scintillante attesa di essere guidate e fare quello che le auto che scorrono su Via Lugano in questo momento non vogliono fare: scontrarsi. Seduto sul bordo di questo autodromo in miniatura incontriamo Michele Pellerani, un “OMG”, un Organismo Modificato dalle Giostre, se si considera che da 106 anni la sua famiglia percorre in lungo in largo il Ticino e la Svizzera per portare... «Spensieratezza, allegria, divertimento», osserva con un sorriso il nostro interlocutore.

Di stagione in stagione

Ad Agno dal 9 al 31 luglio, come sta andando la stagione? «Il riscontro è molto positivo, vedo gente più contenta e sorridente rispetto agli altri anni. Si vede proprio che ha ritrovato la voglia di uscire». Un sorriso che non manca nemmeno all’organizzatore di questo parco divertimenti, malgrado il periodo difficile. «Di solito la mia stagione inizia con la Festa di San Provino a marzo per concludersi in novembre con la Fiera di San Martino. Quest’anno la tournée si limiterà a tre tappe». Agno, Bellinzona e Locarno, senza varcare come di solito il Gottardo. «Un tour richiede tempi organizzativi piuttosto lunghi, commenta Pellerani. L’incertezza del momento richiede di agire con prudenza».

Autoscontro, giostra per bambini, gioco di abilità a premi con bracci a pesca verticale su rimorchio a 6 bracci automatici, prova di forza con la mazza in versione digitale, prova di forza con pugno sono alcune delle attrazioni proposte dal parco divertimenti allestito e diretto da Michele Pellerani. Ma come si realizza tutto questo ambaradan?

«Cerco di pianificare il tour il più presto possibile. Per prima cosa valuto quali attrazioni desidero avere, quindi entro in contatto con i miei colleghi in Svizzera interna anche per vedere chi è interessato a venire in Ticino. Stabilito il programma, si tratta quindi curare gli aspetti amministrativi, dalla concessione del terreno, agli allacciamenti dell’elettricità, al servizio di sicurezza e manutenzione delle giostre». Un lavoro di concerto, fatto di sudore, lavoro di braccia e mentale, affinché ogni sera alle 20, all’apertura dei cancelli, i giochi possano iniziare in modo impeccabile.

Le bizze del tempo

A meno che non piova o diluvi. «Fa parte dell’imponderabile del mestiere», commenta Pellerani. Quindi siete assicurati. Magari! L’assicurazione è talmente costosa che non possiamo permettercela». Però potete prolungare il tour sperando in un clima migliore. «Con tour predefiniti ovviamente non funziona. Dopo le grandi piogge degli scorsi giorni mi sono attivato con il Municipio di Agno per chiedere se fosse possibile prolungare la nostra presenza. Non ci è stato concesso il permesso».

«Ho vissuto una vita libera»

L’occupazione dello spazio è un problema con il quale Michele Pellerani è annualmente confrontato. Tra prezzi «inavvicinabili» come è il caso del sedime adiacente il cimitero di Lugano, o terreni che con il tempo sono vieppiù meno occupabili, quale futuro si prospetta per l’unico giostraio cantonale? «Per quello che riguarda la mia vita professionale, a 63 anni posso dire di aver dato. Il futuro? Ho due figli che hanno scelto altre strade, e francamente non mi dispiace. Questa vita ‘errante’ ha i suoi pregi e i suoi svantaggi. Di formazione sono disegnatore, ricordo il mio ultimo giorno di lavoro come apprendista, mi sono sentito come un uccello in gabbia e mi sono detto, ‘no, non è quello che voglio’. Ho vissuto una vita all’aperto, organizzandola come ho voluto. Il rovescio? Lavorare sette giorni su sette, senza orari».

E poi, appunto, la questione degli spazi disponibili. «Anche qui ad Agno, chi lo sa fino a quando potremo venire! È un terreno di privati, che prima o poi vorranno farlo fruttare». Chissà. Certo, se come abbiamo visto il parco divertimenti è generalmente molto gradito da grandi e piccini, rispetto al resto della Svizzera il Ticino si trova agli antipodi. «Partecipo ai Chibli (fiere, ndr) nella Svizzera tedesca e romanda, a Zurigo, a Ginevra. Feste tradizionali che attirano centinaia di migliaia di persone. Eventi programmati e voluti dalle Autorità.

Ancora un giro di giostra

Michele Pellerani è l’ultimo membro di una famiglia di giostrai. I nonni emigrarono dall’Italia in Svizzera, dove a Zurigo si erano sdoppiati tra l’attività delle giostre nella stagione estiva e l’attività teatrale in quelle invernali. Un’attività ripresa dai genitori di Michele Pellerani e dagli zii in Ticino, che lo hanno portato a vivere una vita in perpetuo movimento. «Ricordo che in età scolare, seguivo gli spostamenti dei miei, e così ogni volta cambiavo anche sede scolastica. Ne avrò viste almeno 65».

Agno. Via Lugano 15. Ultima sera. Ore 20. Si accendono le luci. Comincia ad arrivare gente. «Soprattutto il venerdì e il sabato si arriva ad avere anche un migliaio di utenti». Ci salutiamo con un sorriso. Chi vorrà, potrà incontrare il parco divertimenti allestito da Michele Pellerani ancora a Bellinzona dal 13 agosto al 5 settembre, e a Locarno, dal 10 al 26 settembre. Divertimento garantito.

Uno squarcio alla quotidianità

«Luna Park» deriva dal parco divertimenti inaugurato nel 1903 sull’isola di Coney, New York. Oggi si distinguono tra Luna Park fissi - come l’Europa-Park a Rust - e mobili, proprio come quello realizzato da Michele Pellerani. In Svizzera, tra gli itineranti, vi sono quelli interni ai cosiddetti «Chilbi»; quello all’Albisgütli di Zurigo è da annoverare tra i maggiori, con le sue 270 attrazioni e i 100 mila visitatori giornalieri. Lunga vita, allora a questa gioiosa presenza che trapassa la quotidianità offrendo emozioni.

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