Dall’Italia: «Non c’entra con la cellula sgominata nel 2017»

aggressione alla manor

È quanto sostiene una fonte inquirente che ha seguito in prima persona l’inchiesta che portò all’arresto di Ümit Y., il reclutatore che lavorò anche per Argo 1 - Tra le ipotesi di reato a carico della donna ci sono il tentato omicidio intenzionale e le lesioni personali gravi

Dall’Italia: «Non c’entra con la cellula sgominata nel 2017»
© CdT/Gabriele Putzu

Dall’Italia: «Non c’entra con la cellula sgominata nel 2017»

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Chi l’ha conosciuta non riesce a credere che abbia per davvero agito come un «lupo solitario» e che l’accoltellamento sia riconducibile a un atto di terrorismo di matrice islamica. «Ha seri problemi psichici», ci è stato riferito. La Polizia federale non lo esclude, ma è anche convinta che per capire quanto accaduto martedì pomeriggio alla Manor di Lugano - quando una ventottenne svizzera domiciliata a Vezia ha ferito con un coltello due donne - non si possa assolutamente fare astrazione dal passato. E non si possa neppure fare astrazione dalle frasi - con chiari riferimenti all’estremismo islamico - pronunciate dalla donna durante il folle gesto e - a quanto pare - anche durante i primi interrogatori.

Ma iniziamo dal passato. Già martedì sera la Fedpol aveva confermato che la donna era finita...

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