Dalle condanne alle indennità per la sommossa all’USI

Lugano

La Corte d’Appello annulla a causa di irregolarità procedurali la sentenza nei confronti di cinque persone - È il terzo procedimento legato ai fatti del 31 gennaio 2012: finora c’è stata solo una condanna a una pena pecuniaria sospesa

Dalle condanne alle indennità per la sommossa all’USI
Agenti di polizia all’USI la sera del 31 gennaio 2012. ©CDT/ARCHIVIO

Dalle condanne alle indennità per la sommossa all’USI

Agenti di polizia all’USI la sera del 31 gennaio 2012. ©CDT/ARCHIVIO

Dalle condanne alle indennità per la sommossa all’USI
La sera del 31 gennaio Gian Carlo Caselli lascia l’USI dopo la sua conferenza attorniato da agenti di polizia. ©CDT/ARCHIVIO

Dalle condanne alle indennità per la sommossa all’USI

La sera del 31 gennaio Gian Carlo Caselli lascia l’USI dopo la sua conferenza attorniato da agenti di polizia. ©CDT/ARCHIVIO

Tutto da rifare, o forse no. La Corte di appello e revisione penale (CARP) ha accolto il ricorso inoltrato dall’avvocato Costantino Castelli per conto di 5 persone, tre uomini e due donne, condannate nel gennaio dell’anno scorso dalla Pretura penale per la sommossa all’USI di Lugano. La CARP ha infatti riscontrato gravi irregolarità procedurali commesse dal giudice della Pretura Gabriele Fossati e annullato la sentenza di primo grado riconoscendo inoltre agli imputati un’indennità. Nonostante siano passati quasi nove anni, quindi, quanto accaduto la sera del 31 gennaio 2012 continua a far parlare di sé nelle aule di giustizia.

Andiamo con ordine. Quella sera viene invitato all’USI il procuratore di Torino Gian Carlo Caselli che pochi giorni prima in Piemonte aveva ordinato l’arresto di una...

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