Della croce si è lamentato anche il Cantone

Il caso

L’Ufficio dei beni culturali critico con la Città di Lugano sull’opera di Xhixha: «Perché non siamo stati coinvolti?»

Della croce si è lamentato anche il Cantone
(Putzu)

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Della croce si è lamentato anche il Cantone
(Zocchetti)

Della croce si è lamentato anche il Cantone

(Zocchetti)

Ormai è acclarato: è una delle opere d’arte che ha fatto più discutere a Lugano negli ultimi anni. Non per l’opera in sé, fra l’altro, ma per il suo posizionamento, che non era stato gradito dal vicino Museo d’arte del LAC per una questione di coerenza con la sua offerta. A riportare la croce di Helidon Xhixha al centro del dibattito è la risposta a un’interrogazione dei consiglieri comunali Galeazzi, Bassi e Bühler (UDC) in cui il Municipio svela un retroscena mai emerso: il Cantone s’è un po’ lamentato con la Città per la scelta di piazzare l’opera «Luce Divina» di fronte alla chiesa degli Angioli senza avvertire Palazzo delle orsoline. Per la precisione, l’Ufficio cantonale dei beni culturali «ha richiesto il motivo di un mancato coinvolgimento del loro servizio nella posa delle imponenti opere d’acciaio, ritenuto che alcune sono ubicate in contesti di pregio all’interno di un perimetro d’interesse cantonale». Palazzo civico non l’ha ritenuto necessario. «La collocazione di ogni opera è stata effettuata con l’artista e condivisa con i vari servizi cittadini al fine di rispettarne le esigenze». Insomma, una questione luganese. Anche perché «le aree coinvolte dalla mostra sono tutte di proprietà del Comune».

Della croce si è lamentato anche il Cantone

Per piazza Dante, piazzetta Maraini e piazzetta San Carlo, la Città ha invece provveduto a informare i commercianti, mentre per la croce ha chiesto il placet della Diocesi e ha deciso di mantenere una distanza di sedici metri dalla chiesa per non coprirne la facciata. La polemica è scoppiata comunque quando si è saputo che il Comune, a Pasqua, avrebbe fatto spostare l’opera vicino alla cattedrale «al fine di rispettare il parere della Commissione scientifica del MASI e del LAC, che si erano espressi negativamente nei confronti della mostra non condividendone le scelte e richiedendo che le sculture non venissero installate nella piazza del LAC o in via Canova». Piazza del LAC, quindi, cioè la parte di piazza Luini vicina al centro culturale, non quella di fronte alla chiesa, su cui il Museo non ha potere. In questo pasticcio tra arte e politica non si è mai capito se siano stati più gli enti culturali a pressare, anche indirettamente, per lo spostamento della croce o più il Municipio ad «autocensurarsi» dopo i primi malumori. Due cose sono certe. Una è che la croce è rimasta dov’era. Lascerà Lugano fra una settimana insieme a tutta la mostra. L’altra è che di fronte alla chiesa degli Angioli, ogni giorno che ha dato Dio, parcheggiano abusivamente auto, furgoni e furgoncini di ogni tipo. Lo sa il Cantone (che non gradisce) e lo sa anche la Città (che condanna il malandazzo) ma non cambia nulla.

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