Demolizione dell’ex Macello, il Ministero pubblico indaga

Lugano

Davanti alle macerie è stato affisso un cartello indicante il sequestro dell’area per ordine del Ministero pubblico - Avviato un procedimento penale contro ignoti per violazione intenzionale, subordinatamente colposa, delle regole dell'arte edilizia e infrazione alla Legge federale sulla protezione dell'ambiente - Non si esclude la possibilità di approfondire eventuali abusi di potere da parte delle autorità - Sigilli violati nella notte

Demolizione dell’ex Macello, il Ministero pubblico indaga
©Antony NeuenSchwander

Demolizione dell’ex Macello, il Ministero pubblico indaga

©Antony NeuenSchwander

(Aggiornamento 11.14) Sigilli sull’area dell’ex Macello. Questa mattina, davanti alle macerie della struttura, abbattuta nella notte fra sabato e domenica, è comparso un cartello recante la scritta «Area sottoposta a sequestro per ordine del Ministero pubblico». La Magistratura, come anticipato dal Corriere del Ticino, ha aperto un’inchiesta per far luce sugli eventi degli scorsi giorni. Come riportato successivamente in un comunicato stampa, il Ministero pubblico ha avviato una serie di verifiche, aprendo un procedimento penale. Stando a nostre informazioni la Procura si è attivata indipendentemente dalla denuncia presentata ieri dai Verdi di Lugano. Le indagini riguardano però fondamentalmente gli stessi reati, ma per ora il Ministero pubblico non intravede l’ipotesi di reato di messa in pericolo della vita altrui. Nel comunicato stampa viene inoltre segnalato che non si esclude la possibilità di approfondire eventuali abusi di potere da parte delle autorità. Reato che proprio sul Corriere del Ticino, l’avvocato Paolo Bernasconi aveva citato sostenendo la necessità che venisse avviata un’inchiesta d’ufficio.

Le ipotesi di reato, al momento contro ignoti, sono quelle di violazione intenzionale, subordinatamente colposa, delle regole dell'arte edilizia e infrazione alla Legge federale sulla protezione dell'ambiente. Parallelamente, sono stati predisposti gli approfondimenti per decidere se estendere il procedimento penale al reato di abuso di autorità.

L'inchiesta è coordinata dal Procuratore generale Andrea Pagani e dal Procuratore pubblico capo Arturo Garzoni.

Sigilli violati nella notte

L'area interessata dalla demolizione, limitatamente alle macerie, è stata posta sotto sequestro per esigenze istruttorie. Si segnala a tal riferimento che nel corso della notte alcune decine di persone si sono introdotte nel sedime superando le transenne e rompendo i sigilli. Due di queste sono state in seguito identificate dalla Polizia cantonale e arrestate. La loro posizione è attualmente al vaglio. Sono in corso verifiche anche su altre persone identificate.

Ulteriori atti istruttori verranno disposti nei prossimi giorni, non verranno di conseguenza fornite ulteriori informazioni

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Lugano
  • 1
  • 2
  • 3

    «Addio ignoto, benvenuta concretezza»

    Polo sportivo

    Il dirigente dell’FC Lugano Michele Campana guarda al futuro con rinnovato ottimismo: «La proprietà avrà anche la possibilità di entrare nel dettaglio del progetto; posso infatti immaginare che sarà interessata a rendere l’impianto il più possibile affine e funzionale alle proprie visioni»

  • 4

    I Verdi prendono atto del risultato: «Ma veglieremo»

    Polo sportivo

    La sezione cittadina e quella cantonale del partito deplorano «la mancata presa di distanza da parte del Municipio rispetto a una campagna che nel corso del tempo è diventata sempre più intimidatoria»

  • 5
  • 1
  • 1