Deposito ARL, non è detta l’ultima parola

LUGANO

La Città valuterà se elaborare o meno una zona di pianificazione per il comparto a Viganello, ma spera che la situazione si risolva con un accordo fra privati - Jelmini: «La speranza è l’ultima a morire»

 Deposito ARL, non è detta l’ultima parola
© CdT/Zocchetti

Deposito ARL, non è detta l’ultima parola

© CdT/Zocchetti

«La speranza è l’ultima a morire». È questa in estrema sintesi la posizione di Angelo Jelmini (responsabile del Dicastero sviluppo territoriale) sulla vicenda del possibile - e molto discusso - abbattimento del deposito ARL di Viganello per lasciar spazio a un centinaio di appartamenti a pigione moderata, spazi pubblici e una struttura alberghiera. Per Jelmini dunque il destino dello stabile - menzionato all’interno del registro ISOS (l’inventario federale degli insediamenti da proteggere) - non è ancora scritto. Il municipale non esclude infatti la possibilità che i proprietari dell’immobile (le Autolinee regionali luganesi) e la società che ha sottoscritto il diritto di compera (il gruppo Artisa) trovino un accordo e decidano, rivedendo il progetto, di salvare lo stabile. Intanto la Città - e lo si è appreso lunedì durante la seduta di Consiglio comunale (quando Jelmini ha risposto a un’interpellanza firmata dai consiglieri PLR Morena Ferrari Gamba, Urs Lûchinger, Paolo Toscanelli e Giovanna Viscardi) ha deciso di incaricare i propri servizi di intraprendere uno studio preparatorio per elaborare eventualmente una «zona di pianificazione»: uno strumento che servirebbe a «evitare che la pianificazione in allestimento sia ostacolata da un uso del territorio in contrasto con il suo indirizzo».

La decisione del 2004

Come detto lo stabile figura nel registro ISOS. Può dunque - questo chiedevano i firmatari dell’interrogazione - essere salvaguardato? «È una facoltà - ha spiegato il Municipio - riservata al Consiglio di Stato. In base alla Legge il Municipio può adottare misure cautelari solo per beni locali già protetti, e ciò non è il caso». Ma come mai dunque il bene è iscritto nel registro federale, ma non in quello locale? «La decisione di non dar seguito alle indicazioni dell’ISOS è stata presa dal Consiglio comunale di Viganello nel 2004 (e dunque prima dell’aggregazione con Lugano, ndr) e approvata dal Consiglio di Stato nel 2006. In quella procedura la questione della conservazione dell’edificio si è posta ed è stato deciso diversamente».

La sentenza «Rüti»

Lo stabile, si diceva prima, non è tutelato a livello locale ma - come spiegato dall’Esecutivo - questo non significa automaticamente che il registro ISOS non abbia alcun valore. C’è infatti una sentenza del 2007 (chiamata «Rüti»), che traccia linee piuttosto precise sulla presa in considerazioni dell’ISOS nella pianificazione. «La successiva giurisprudenza - spiega il Municipio - e più in generale l’accresciuto patrimonio storico, architettonico e culturale dei nostri insediamenti vanno considerate ed è ciò che intende fare il Municipio, integrandole nelle riflessioni» contenute in una possibile zona di pianificazione. «L’ambito più pertinente - spiega ancora l’Esecutivo - sarebbe il Piano direttore comunale, la cui prima fase (i mandati di studi paralleli) partirà a giugno 2020. Ciò non esclude però la possibilità di anticipare uno studio urbanistico in questo comparto e di istituire una ZP (una zona di protezione, ndr) a salvaguardia della pianificazione in divenire».

Gli altri fattori da considerare

«La speranza è l’ultima a morire», diceva Jelmini. Come visto, rivedendo la pianificazione del comparto, il Municipio spera che siano soprattutto i privati ad accordarsi e a decidere di salvaguardare la costruzione. Ma poi, a decidere il destino dello stabile ARL, ci sono altri fattori. Molto dipenderà per esempio dall’iter della procedura edilizia visto che, come noto, contro il progetto sono state presentate delle opposizioni. E molto dipenderà anche dalla politica. Il Consiglio comunale dovrà infatti pronunciarsi su una mozione (sempre presentata dal PLR) che chiede l’avvio immediato di una modifica del Piano regolatore di Viganello e la disposizione di misure cautelative a salvaguardia degli immobili.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Lugano
  • 1
  • 1