“Di nuovo, vogliamo indipendenza”

Cardiocentro - L'ospedale del cuore respinge ufficialmente la proposta di compromesso avanzata dal Governo - Il nosocomio detta poi alcune condizioni per tornare a sedersi al tavolo: "Che l'arbitro non sia il DSS"

“Di nuovo, vogliamo indipendenza”

“Di nuovo, vogliamo indipendenza”

LUGANO - Dopo le bordate del dottor Tiziano Moccetti ("padre" del Cardiocentro) contro la proposta di mediazione avanzata a fine maggio dal Consiglio di Stato era chiaro un po' a tutti che "l'ospedale del cuore" avrebbe ribadito – ufficialmente – la sua contrarietà ad essere assorbito dall'Ente ospedaliero cantonale. Così è stato. Il Caffè ha infatti pubblicato domenica la lettera (firmata oltre che da Moccetti anche dal presidente del Consiglio di fondazione Giorgio Giudici) con cui si respinge il "compromesso" proposto dal Governo. Compromesso in cui il Consiglio di Stato concedeva una sorta di "semi autonomia" al Cardiocentro per 5 anni. "Come per la direzione sanitaria – aveva sottolinea l'Esecutivo cantonale – quale garanzia di continuità del knowhow maturato dall'attuale struttura, la direzione amministrativa sarà affidata, come per il personale per i prossimi 5 anni, all'attuale direttore del Cardiocentro". E dunque a Dante Moccetti (figlio di Tiziano). Cosa che aveva fatto molto arrabbiare Tiziano Moccetti, che aveva parlato di "piatto di lenticchie avvelenato» e annunciato che «non si sarebbe fatto comprare".

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