Dopo la luce aumenta anche il gas

LUGANESE

L’incremento della tassa sulle emissioni di CO2 deciso da Berna si farà sentire sulla bolletta dell’anno prossimo – Cresciuti anche i prezzi d’acquisto sul mercato: per fortuna le AIL si erano rifornite a condizioni migliori negli anni scorsi

Dopo la luce aumenta anche il gas
Al momento non possiamo farne a meno.  (Foto Shutterstock)

Dopo la luce aumenta anche il gas

Al momento non possiamo farne a meno.  (Foto Shutterstock)

L’anno prossimo la bolletta del gas sarà più salata anche nella nostra regione. L’aumento della tassa sulle emissioni di CO2 deciso dalla Confederazione farà lievitare il costo da 1,741 a 2,169 centesimi al kilowattora e questo, per un’economia domestica con riscaldamento a gas che consuma, ad esempio, 20.000 kilowattora all’anno, si tradurrà in una maggiore spesa di circa 85 franchi, sempre su base annuale. Queste le cifre nude e crude forniteci dalle AIL, che non hanno potuto nulla per evitare il malus ai loro clienti. Anzi: grazie alla sua politica di acquisti, l’azienda è riuscita a schivare le turbolenze attuali del mercato e tenere sotto l’1% l’aumento di sua competenza (+0,05 centesimi al kilowattora). Insomma, poteva andare peggio. Alla fine si è ripetuto lo stesso copione visto per le tariffe dell’elettricità, contenute grazie a una «combinazione dinamica di acquisti scaglionati nel tempo sul mercato all’ingrosso svizzero ed europeo – spiegavano le stesse AIL lo scorso settembre – e di contratti di fornitura a lungo termine stipulati con produttori svizzeri». Tariffe che comunque, a causa delle dinamiche di mercato e delle tasse ambientali, nel 2022 cresceranno del 3% con un aggravio, per una famiglia media, di circa 50 franchi annui.

La strategia «spezzatino»
Ma torniamo al gas. Pensando a quanto succede oltre i confini del distretto, le Aziende Industriali di Lugano vedono il bicchiere mezzo pieno, come spiega il vicedirettore Carlo Cattaneo. «Il fatto di aver mantenuto stabile la parte di tariffa di nostra competenza è comunque qualcosa di eccezionale: le aziende come noi nel resto della Svizzera e d’Europa hanno deciso aumenti molto importanti». Per fare qualche esempio, a San Gallo, Svitto e Neuchâtel ci sono stati rincari fino a 2 centesimi al kilowattora, a Thun fino a 2,5, a Ginevra del 12%, a Berna del 30% da inizio anno, mentre in Argovia, a Wohlen, è stato registrato addirittura un +73%. «Non sappiamo se le aziende interessate faranno dei margini su questi aumenti, oppure se non erano coperte a livello di rifornimenti e hanno dovuto acquistare al prezzo attuale. Noi suddividiamo gli acquisti in diversi momenti e su più anni, cercando di cogliere le opportunità offerte dalle tendenze al ribasso dei prezzi, come successo durante il lockdown del 2020». La tariffa applicata quest’anno, per intenderci, dipende da operazioni che le AIL hanno iniziato a fare nel 2017. Lo svantaggio di questa strategia è avere poco margine di manovra se i prezzi di mercato calano improvvisamente, mentre se succede il contrario, come ora, il fatto di aver messo fieno in cascina torna molto utile.

Aspettando notizie da nord
E fra due anni, cosa potrà succedere? «Siamo ben coperti anche per il 2023» rassicura Cattaneo. «È probabile che un altro aumento della tariffa ci sarà, ma sempre inferiore rispetto alle fluttuazioni del mercato. Speriamo che entro la primavera possano risolversi i conflitti legati al gasdotto North Stream 2, che hanno contribuito alla crescita dei prezzi», e di cui parliamo nella scheda sopra. Ragionando più a lungo termine, viene da chiedersi che impatto potrà avere sulla bolletta del gas la diffusione di fonti energetiche alternative come la termopompa e il fotovoltaico. «Non ci aspettiamo un aumento dovuto alla crescita di altri vettori. Al contrario, l’abbandono graduale di questa fonte dovrebbe portare ad un abbassamento del prezzo, vista la minore domanda. Ciò che potrà incidere più di tutto sarà sempre la tassa sul CO2». L’ultimo aumento l’ha vista passare da 96 a 120 franchi a tonnellata, che è il valore massimo consentito al momento. Se la popolazione svizzera, il 13 giugno, avesse approvato la nuova legge in materia, quel valore sarebbe raddoppiato.

Da Mosca a Muzzano, passando per Berlino

Quello che succederà a Muzzano, sede delle AIL, dipenderà da come andranno le cose fra Berlino e Mosca. Uno dei fattori che ha fatto lievitare i prezzi del gas in Europa è infatti la fase di stallo del progetto (chiamato North Stream 2) di una seconda condotta che porterà il gas dalla Russia alla Germania, e a tutta l’Europa, senza attraversare l’Ucraina (qui l’analisi di Osvaldo Migotto). Le azioni del Cremlino proprio in terra ucraina, con l’annessione della Crimea e il ruolo attivo nelle regioni di Donetsk e Lugansk, ancora teatro di conflitti, sono state all’origine di sanzioni da parte dell’Europa, che però del gas russo ha bisogno. La costruzione del nuovo impianto è conclusa, ma le autorità tedesche hanno sospeso temporaneamente, per motivi giuridici, la procedura di approvazione del trasporto di gas attraverso il Mar Baltico. Tutto fermo, dunque, tranne i prezzi del gas: quelli, a causa dello stallo geopolitico e di altre dinamiche di mercato mondiali, sono schizzati verso l’alto.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Lugano
  • 1

    Davide Enderlin a processo

    Lugano

    Rinviato a giudizio l’ex consigliere comunale luganese, che dovrà rispondere di illeciti per oltre tre milioni

  • 2
  • 3

    Fiamme in un appartamento a Lugano

    Ticino

    Il rogo è divampato in una palazzina di via Gerso - Gli inquilini sono stati tratti in salvo - Al momento non sono note le cause che hanno generato il sinistro - FOTO e VIDEO

  • 4
  • 5

    Con Umamy l’integrazione passerà dal piatto

    Lugano

    Il nuovo progetto della Croce Rossa Sezione del Sottoceneri è un servizio di consegna di cibo etnico a Lugano: «Chi lo userà non acquisterà solo cibo, ma una storia di vita, i sapori di un viaggio, un progetto di inclusione sociale» - Disponibile un piatto al giorno (anche in versione vegana), e ogni settimana cambierà la regione da cui provengono le ricette – FOTO

  • 1
  • 1