Ecco il piano di Bally per Villa Heleneum

Lugano

Il Municipio spiega perché ha scelto il progetto espositivo dell’azienda di Caslano - «È una proposta che stimola esperienze nuove: in Ticino mancano spazi museali dedicati alla moda» - I nuovi gestori investiranno per adeguare gli spazi interni e verseranno un affitto annuo al Comune

Ecco il piano di Bally per Villa Heleneum
Sbarcano nuove idee. © CdT/Gabriele Putzu

Ecco il piano di Bally per Villa Heleneum

Sbarcano nuove idee. © CdT/Gabriele Putzu

Moda, design, pubblicità, arti contemporanee, storia degli stili di vita. Stanno iniziando a vedersi i contorni del progetto promosso da Bally per Villa Heleneum. La scorsa estate, lo ricordiamo, il Municipio aveva deciso di affidare la residenza affacciata sul Ceresio alla ditta di Caslano produttrice di scarpe, borse, vestiti e accessori, decisa a portare a Lugano i contenuti del suo museo di Schönenwerd, nel Canton Soletta. Nelle scorse ore, rispondendo al consigliere comunale socialista Aurelio Sargenti, lo stesso Esecutivo ha motivato la sua scelta e anticipato alcuni contenuti del progetto di Bally.

Educativa e turistica

Cominciamo dai motivi per cui la proposta di Bally ha prevalso sulle altre due giunte sul tavolo del Municipio, cioè quelle di realizzare un centro di studi d’arte orientale e di creare una sorta di incubatore d’idee per mettere in relazione diversi attori della scena culturale e artistica. Nel progetto vincente l’Esecutivo ha visto una «molteplice ricchezza culturale» grazie a un patrimonio, quello di Bally, «che spazia dalla moda al design, dalla pubblicità alle arti contemporanee, fino alla storia degli stili di vita e alla tecnologia dei materiali: tutti elementi che hanno un rapporto diretto con la vita quotidiana». Tutti elementi che nel nostro cantone, poi, garantiscono un certo effetto novità: «Data l’assenza in Ticino e a Lugano di spazi museali dedicati a questi temi, la proposta permette anche di stimolare esperienze nuove, sia a livello educativo che turistico, aumentando così l’offerta esistente. Sono quindi l’attrattività di un settore con un grande potenziale inespresso e la capacità di parlare ad un target ampio e diversificato le peculiarità che hanno convinto maggiormente il Municipio».

Scartate le idee di creare un centro di studi orientali e un «incubatore» per artisti

Cinque pilastri

Entrando nello specifico, il progetto di Bally è costituito principalmente da cinque elementi: una sezione permanente con l’esposizione storica a rotazione su moda e design; attività sull’ambiente e la montagna; iniziative sull’arte contemporanea; cicli di conferenze con professionisti, creativi, accademici e imprenditori indirizzati al grande pubblico o alle aziende; infine, laboratori e tavole rotonde per pubblici ampi e diversificati. Sono inoltre previste iniziative in collaborazione con la Città (collegandosi ad esempio con il Longlake e gli Swiss Digital Days) e con i principali partner culturali del territorio (MASI, LAC, USI e SUPSI).

Spunta una caffetteria

Qualche dettaglio è emerso anche sul piano finanziario. Il Municipio premette che il progetto di Bally «non impegna economicamente la Città», che mette a disposizione la villa per cinque anni con possibilità di rinnovo per due ulteriori lustri. Su questa base, l’azienda è pronta a investire una cifra fra i 300 e i 400 mila franchi per adeguare gli spazi interni, allestire le sale e integrare i nuovi servizi. Bally inoltre pagherà un affitto di 120 mila franchi per il primo anno, 130 mila per il secondo e 150 mila dal terzo, si assumerà i costi di gestione del complesso e realizzerà una piccola caffetteria aperta al pubblico, che oggi manca, mentre il parco resterà sempre aperto alla popolazione.

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