Ecco le modifiche al PVP di Lugano

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Presentati dal Municipio i due correttivi che verranno testati a partire dal 29 settembre

Ecco le modifiche al PVP di Lugano
©Zocchetti

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Erano stati annunciati per l’estate ma partiranno solo a fine mese i test di due correttivi al famigerato Piano di viabilità del polo luganese (PVP). Le novità - presentate oggi dal sindaco Marco Borradori, insieme a Michele Bertini e Angelo Jelmini - saranno introdotte a partire dal 29 settembre alle 6 del mattino per un periodo di prova di tre mesi. Ma di cosa si tratta? Durante la fase di test verrà data agli automobilisti la possibilità d’imboccare corso Pestalozzi arrivando dal lungolago e di svoltare a sinistra verso il quai da viale Cattaneo. Lo scopo è agevolare la percorrenza e i sensi di marcia in corrispondenza del l’incrocio in piazza Castello. A partire da domani, venerdì 20 settembre, inizieranno i lavori preparatori relativi alla segnaletica in prova orizzontale e verticale di colore arancione, che entrerà poi in vigore la settimana successiva. I costi per la prova ammontano a 183.000 franchi.

L‘Esecutivo aveva annunciato la fase di prova per agosto, ma poi si era reso conto che non ci sarebbe stato il tempo. Introdurre nuove opzioni in una zona abbastanza trafficata non è cosa da poco: bisogna tenere conto di vari aspetti, tra cui la convivenza con i mezzi pubblici, la necessità di avere agenti che aiutino gli automobilisti ad assorbire la novità e il coordinamento dei semafori. La questione era stata affidata per questo ad un gruppo di lavoro ad hoc con rappresentanti della Polizia comunale, della TPL e della Divisione pianificazione della Città guidato dal municipale Angelo Jelmini e dal vicesindaco Michele Bertini.

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Sperimentazione tra le polemiche

Nelle ultime settimane la sperimentazione è stata inoltre al centro di un acceso dibattito tra Raoul Ghisletta (PS) e il municipale Angelo Jelmini. A luglio Ghisletta si era rivolto alla Sezione degli Enti Locali (SEL), l’organo di verifica del Cantone sulle attività dei Comuni, definendo «inaccettabile dal profilo della legalità e della democrazia il fatto che il Municipio di Lugano spenda 425.000 franchi per una sperimentazione sul PVP (spalmandoli in due tranche da 238.000 e 187.000 franchi nel 2019 e nel 2020), senza allestire un messaggio al Consiglio comunale». La SEL gli aveva dato sostanzialmente ragione. Jelmini dal canto suo aveva ribadito la legalità della sperimentazione: «La SEL ha ricordato ciò che il Municipio aveva già considerato. Per sostenere i costi della sperimentazione va messo in conto il superamento di una specifica posizione di preventivo; va sottolineato che i risparmi attesi sul medesimo gruppo di conto permetteranno di rientrare comunque nel fabbisogno già approvato dal Legislativo».

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