Edoardo Cappelletti vs Fabio Schnellmann: il videodibattito elettorale

Elezioni comunali

Il comunista Edoardo Cappelletti teme la fuga dei giovani: «L’economia non risponde alle loro esigenze» Per il PLR Fabio Schnellmann i tassi bassi dovrebbero spingere il pubblico a investire nel mattone, favorendo la pigioni moderate - IL VIDEO

 Edoardo Cappelletti vs Fabio Schnellmann: il videodibattito elettorale
© CdT/Gabriele Putzu

Edoardo Cappelletti vs Fabio Schnellmann: il videodibattito elettorale

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* Le videointerviste sono state realizzate prima della crisi legata al coronavirus

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Autogestione, mercato immobiliare e partnership tra pubblico e privato. Sono questi i principali temi affrontati nel dibattito elettorale - una delle nostre videointerviste della serie «Cotti in 15 minuti» - che ha messo a confronto i candidati al Municipio Edoardo Cappelletti (PS-Verdi-Partito comunista) e Fabio Schnellmann del PLR.

«L’autogestione è una realtà».

L’intervista è iniziata parlando dell’autogestione. C’è ancora spazio a Lugano per un centro sociale? «L’autogestione - ha spiegato Schnellmann - esiste a Lugano dal 1996 ed è ormai una realtà consolidata. Bisogna capire se restarà all’ex Macello oppure no. Il Consiglio comunale si è espresso, e sembrerebbe di no. Andrebbe dunque individuata una sede adeguata e condivisa, per procedere poi a un trasloco che soddisfi entrambe le parti». Per Cappelletti invece un trasloco non è necessario. «La valorizzazione del comparto dell’ex Macello riveste un ruolo centrale per Lugano. Una valorizzazione che dovrà favorire i giovani e l’aggregazione sociale Ma l’autogestione può essere compatibile in questo contesto, anche se occorre trovare, da entrambe le pari, dei margini di dialogo».

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Primanostrismo e appalti

Si è parlato anche di primanostrismo. Concetto da cui Lugano dovrebbe stare alla larga oppure da applicare più rigidamente? Un tema che, per Cappelletti, andrebbe relativizzato in due sensi. «L’amministrazione comunale dispone unicamente del 5% di personale non residente. Se davvero si vogliono garantire condizioni di lavoro attrattivo è necessario agire soprattutto a livello dei diritti sociali: penso per esempio alla soppressione dell’indennità di economia domestica o al supplemento del prelievo a carico dei dipendenti per la cassa pensione. Azioni nate a svantaggio dei lavoratori. E bisogna frenare le esternalizzazioni. Nei mandati pubblici poi non dovrebbe unicamente valere il minor prezzo, ma favorire artigiani e imprese che offrono salari dignitosi e assumono personale residenza». «A livello di assunzione del personale - ha risposto Schnellmann - il primanostrismo non dovrebbe essere un tema, ma lo è diventato. Lugano ha un regolamento in cui si dice che a parità di requisiti e competenze viene data la preferenza ai residenti. Ma è stato fatto un ricorso che faccio davvero fatica a comprendere. Il buon senso dovrebbe che è normale privilegiare chi vive e paga le tasse da noi. Sugli appalti sono invece d’accordo con Cappelletti. Non per forza deve sempre essere il prezzo il fattore decisivo».

Popolazione in diminuzione

Inevitabile poi la domanda sulla diminuzione della popolazione (500 abitanti in meno nel 2019). «La popolazione diminuisce - ha spiegato Schnellmann - e si perdono soprattutto i grandi contribuenti. Questo deve far riflettere. A Zugo esiste una persona di riferimento, che accompagna coloro che hanno portato nel loro cantone il domicilio. Il Ticino e Lugano dovrebbe aver maggior sensibilità, perché è vero che i cittadini sono tutti uguali, ma i grandi contribuenti generano indotto indiretto e pagano le tasse anche per chi soldi non ne ha». La diminuzione della popolazione, facciamo comunque notare, è dovuta anche al prezzo degli affitti, molto più alti a Lugano che - per esempio - a Bellinzona (e infatti c’è un travaso di popolazione dal Sottoceneri al Sopraceneri). La Città può dunque intervenire sul mercato immobiliare? «Quel che mi preoccupa - risponde Cappelletti - è l’emigrazione dei giovani, causata da uno sviluppo economico che non risponde più alle esigenze occupazionali dei lavoratori. Il Comune dovrebbe incentivare le realtà economiche più virtuose e aumentare i posti di apprendistato, come fatto durante l’ultimo Consiglio comunale. Per quanto riguarda lo sviluppo immobiliare si nota che quello di Lugano non risponde alle fasce più deboli della popolazione. Chi non ha un reddito sufficiente purtroppo viene relegato o ghettizzato nelle periferie, e questo è un problema». Dunque si può investire di più? In altri centri della Svizzera casse pensioni pubbliche o cooperative gestiscono fino al 30% dell’intero patrimonio immobiliare. «Si può - conferma Schnellmann - fare di più, attraverso partenariati tra pubblico e privato, anche se per quanto riguarda la pigione moderata dovrebbe essere soprattutto la Città a farsi avanti. Da qualche anno, con i tassi ipotecari bassissimi, l’operazione finanziaria sarebbe sostenibile. Il Consiglio comunale del resto vuole andare in questa direzione». Partnership tra pubblico e privato, dicevamo. Operazioni non sempre viste benissimo a sinistra. «L’importante - risponde Cappelletti - è che Lugano abbia una chiara strategia nei comparti strategici (per esempio al polo congressuale o a quello degli eventi). Nella misura in cui un privato è disposto a contribuire finanziariamente nella misura auspicata dal Comune, ben venga. È però indispensabile che non si crei un rapporto squilibrato tra l’interesse pubblico e quello privato. Evitare la collettivizzazione delle perdite e una privatizzazione dei guadagni». Meno scettico il candidato del PLR. «Quanto successo a dicembre con il Natale in Città - ha risposto Schnellmann - è l’esempio lampante di come partnership di questo tipo funzionino quando Lugano non ha la forza di farsi promotrice di un progetto. Dunque ben vengano gli interventi dei privati».

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