Entro sabato il PS sceglierà per che squadra giocare

Cornaredo

Il partito ha promosso una votazione interna per stabilire se appoggiare o meno il Polo sportivo - La Direzione suggerisce un sì di massima, ponendo però al Municipio «sette condizioni imprescindibili» - Poi c’è la proposta di Martino Rossi: bocciare il messaggio e far presentare alla Città un progetto meno oneroso

Entro sabato il PS sceglierà per che squadra giocare

Entro sabato il PS sceglierà per che squadra giocare

Tempo tre o quattro giorni e il PS uscirà dal limbo. Entro sabato o al massimo domenica - raccolti i pareri dei simpatizzanti - il partito deciderà se schierarsi ufficialmente a favore del progetto del Polo sportivo e degli eventi («Ma a sette condizioni») oppure se votare contro il messaggio municipale. Ieri sera i socialisti hanno organizzato un’assemblea straordinaria voluta proprio per capire cosa ne pensa la loro base. Questo sapendo che tra i simpatizzanti c’è chi storce il naso di fronte alla partnership con i privati. E probabilmente anche perché «l’altra sinistra», l’MPS, si è nettamente schierata contro il PSE. Ma torniamo al PS. Sul tavolo ci sono due proposte piuttosto differenti. La prima, elaborata dalla Direzione del partito e dal gruppo in Consiglio comunale, prevede di appoggiare i messaggi elaborati dal Municipio ponendo però sette condizioni «imprescindibili». Si chiede per esempio al Municipio - come ha sottolineato il consigliere Carlo Zoppi - di ridurre l’onere finanziario annuo a carico della Città. Come? Chiedendo contributi agli altri Comuni del Luganese e - anche e soprattutto - tentando di convincere il Cantone a versare più di quanto deciso finora. Si chiede poi che durante la fase di cantiere non venga effettuato dumping salariale, che il parco previsto a Cornaredo venga realizzato il più grande possibile e che in zona vengano creati alloggi a prezzi accessibili. Si chiede anche al Municipio di creare abitazioni destinate al ceto medio per rivitalizzare il centro città (in via della Posta, per esempio) e si potenzino i mezzi pubblici per collegare il centro a Cornaredo. E - ultimo punto - si propone di trattare con i privati la possibilità di riscattare gli spazi occupati dall’amministrazione comunale. Richieste che, a ben guardare, l’Esecutivo potrebbe anche esaudire (e che in parte sta già tentando di ottenere). Poi c’è un’altra proposta, giunta da Martino Rossi. L’ex consigliere comunale chiede che il messaggio municipale venga respinto e che il Municipio ne presenti un altro, in tempi brevi, che assicuri la presenza a Cornaredo dello stadio attuale, della pista di atletica, del palazzetto dello sport, della pista di atletica e del futuro stadio di calcio. «Con la nuova proposta - ha poi sottolineato Rossi - il Municipio dovrà verificare la possibilità e la convenienza di realizzare in proprio le opere». Senza dunque i privati. E Rossi chiede anche che un eventuale ricollocamento dell’amministrazione comunale (da via della Posta) sia effettuato in una zona più centrale della città (per esempio al Mizar). Un cambio di strategia che, secondo Rossi, permetterà alla Città di Lugano di risparmiare parecchi milioni ma disporre comunque di strutture funzionali e all’avanguardia.

Le differenze

Cristina Zanini Barzaghi, che in Municipio ha seguito in prima persona il dossier, ha presentato la posizione dell’Esecutivo e difeso il progetto uscito da Palazzo Civico. E ha presentato dei dati ricevuti poche ore prima dai servizi finanziari della Città. «Dati da cui emerge - ha spiegato - che costruire il PSE in proprio, senza privati, non necessariamente costerebbe di meno. Anzi». Dati secondo cui il PSE, se costruito attraverso una partneship con i privati, genererebbe oneri per 8,48 milioni l’anno (ma per «soli» 27 anni). Se invece l’intera operazione fosse a carico della città la spesa annua scenderebbe a 6,2 milioni, ma su una durata di 40 anni. «I 46,5 milioni destinati alla costruzione del centro sportivo del Maglio e della pista di atletica, che la Città farà senza i privati, sono invece già inseriti nel piano degli investimenti». Per Zanini Barzaghi la partnership pubblico-privato però garantirebbe un vantaggio ulteriore:_«Si tratta di un progetto che ci impegnerà per 10 anni e che verrà realizzato in tre fasi. Avere un solo partner permetterà di realizzare l’insieme in modo armonioso». La municipiale ha poi ricordato l’esempio del LAC, realizzato dalla città senza i privati, «che ha fortemente pesato sulle finanze cittadine. «A questo si è sommato - ha ricordato - l’abbassamento del moltiplicatore voluto dal Consiglio comunale proprio nel periodo di massimi investimenti.

Roberto Mazza: «Soldi da Berna in arrivo»

All’incontro hanno partecipato anche Michele Campana del FC Lugano (ha ricordato il rischio di una retrocessione a tavolino della società) e il direttore del Dicastero Sport Roberto Mazza. «Dalla Confederazione - ha fatto sapere - arriveranno contributi al PSE._Numerose federazioni nazionali trasferiranno a Cornaredo il loro centro di competenza».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Lugano
  • 1
  • 1