Espulsione e due anni di carcere per l’uomo che rapinò la posta di Canobbio

In aula

Il cittadino italiano di 39 anni, nato in Ticino ma senza fissa dimora, fu arrestato a Varese due settimane dopo il colpo del 13 luglio del 2018, che fruttò circa 20.000 franchi

Espulsione e due anni di carcere per l’uomo che rapinò la posta di Canobbio
© RescueMedia

Espulsione e due anni di carcere per l’uomo che rapinò la posta di Canobbio

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(Aggiornata alle 19.51) - È stato condannato a due anni e 10 mesi di carcere da scontare e all’espulsione dalla Svizzera per 20 anni l’uomo accusato della rapina all’ufficio postale di Canobbio commessa il 13 luglio dell’anno scorso.

L’imputato è un cittadino italiano di 39 anni, nato in Ticino ma senza fissa dimora, che fu arrestato a Varese due settimane dopo il colpo, che fruttò circa 20.000 franchi. Il processo è cominciato stamane di fronte alla corte delle assise criminali di Lugano. Ha dei piccoli precedenti penali, che sostiene d’aver commesso in preda alla tossicodipendenza.

I reati principali di cui deve rispondere ora il 39.enne sono quelli di rapina e sequestro di persona. L’uomo è sostanzialmente reoconfesso, anche se, interrogato dalla giudice Francesca Verda Chiocchetti, sta contestando alcune circostanze.

Stando all’atto d’accusa della procuratrice pubblica Pamela Pedretti, per preparare l’assalto l’uomo avrebbe effettuato due sopralluoghi a piedi nei giorni precedenti (negati dall’imputato). Inoltre ha rubato uno scooter a Lugano e si è procurato una pistola a salve in Italia il giorno prima (pagata 100 euro).

Il giorno della rapina, alle 7.35 del mattino, fece irruzione nell’ufficio postale con la visiera del casco abbassata e con la pistola in pugno, senza caricatore o cartucce, ma nemmeno col tappino rosso che avrebbe permesso di capire che era inoffensiva.

Con l’arma avrebbe minacciato una cliente che stava uscendo dalla filiale. Lui nega però d’averla puntata volontariamente contro di lei. Ad ogni modo, dopo aver cercato invano di aprire uno sportello divisorio, il 39.enne è riuscito comunque a guadagnare l’accesso alle casse da una porta (sfondata con un calcio) trascinandosi dietro la donna. Dopo aver arraffato a piene mani franchi ed euro e averli messi in un sacco dell’immondizia nero, sarebbe scappato attraverso il valico di Brusino Arsizio. L’uomo è difeso dall’avvocata Chiara Buzzi.

La procuratrice aveva chiesto che al 39.enne venga comminata una pena interamente detentiva di 3 anni e 6 mesi, oltre all'espulsione dalla Svizzera a vita. L'avvocata Buzzi ha domandato invece alla corte di contenere la pena in 22 mesi di detenzione e un'espulsione al massimo di 20 anni.

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