Autogestione

Ex Macello, un corteo e qualche timore

Si alzano i toni e si definiscono gli schieramenti in vista della manifestazione proposta per il 14 settembre dai molinari - Bertini: «Speriamo che non si sfoci in tafferugli e che sia pacifica»

 Ex Macello, un corteo e qualche timore
L’ex Macello oggi. (foto Putzu)

Ex Macello, un corteo e qualche timore

L’ex Macello oggi. (foto Putzu)

Si stanno alzando i toni in attesa del corteo pro autogestione del 14 settembre, che si farà adesso nonostante già a maggio il Consiglio comunale di Lugano abbia intimato lo sfratto ai molinari, accettando (con 36 voti favorevoli, 11 contrari, 5 astenuti) il credito da 450.000 franchi per un concorso d’architettura, che dovrebbe condurre alla riqualificazione della struttura.

Ciò nonostante martedì la sezione PS cittadina è tornata a reclamare uno spazio per gli autogestiti e i Verdi di Lugano hanno approvato un’analoga risoluzione di sostegno al corteo. Tuttavia ieri il municipale Roberto Badaracco, intervistato da Ticinonline, ha sostenuto che c’è molta preoccupazione perché «i propositi sembrano piuttosto bellicosi». Oltretutto, ha aggiunto Badaracco, «hanno lanciato l’evento tanti mesi prima della data stabilita. Probabilmente per raccogliere rinforzi provenienti dall’esterno. Altre persone che vivono al di fuori del Ticino e che credono nell’autogestione».

Una replica è subito arrivata dal movimento politico di sinistra ForumAlternativo, il quale ritiene che «il corteo molinaro sarà determinato e pacifico. Il Badaracco, o ignora o mente nuovamente, che il Molino ha già rassicurato gli organizzatori della Corsa della speranza di non voler assolutamente disturbare la loro lodevole iniziativa». Inoltre ForumAlternativo ha contestato un’altra affermazione del municipale, secondo il quale i molinari riceverebbero dei soldi dal Cantone per coprire le loro spese.

Tornando al corteo del 14 settembre, mercoledì sono stati diffusi su internet degli elementi minimi sul programma del corteo (partenza 13.30 – Cinestar lato fiume – arrivo con cena popolare e spettacoli in piazza Molino Nuovo), nonché alcuni video, nei quali si vede un ragazzo incappucciato e mascherato, che parla con la voce alterata, intercalato con spezzoni verosimilmente di film, tra cui il fantascientifico «Metropolis» del 1927. I tre filmati, intitolati «Riprendiamoci la Città», iniziano così: «Città sotto vetro, ovvero scegliere di frantumare il presente, per poter liberare il futuro. Riflessioni in forma di chiamata alla mobilitazione in vista del corteo del 14 settembre a Lugano».

Quello che auspica il vicesindaco Michele Bertini è che sia «una manifestazione pacifica, cosa che fa parte dei diritti di ognuno. Speriamo invece che questa “chiamata” ai rinforzi, che non si capisce quale valore aggiunto possa apportare a un’interlocuzione costruttiva (che peraltro i Molinari continuano a rifiutare), non sfoci in tafferugli». Dunque, ha concluso Bertini, «è difficile capire come si possa rivendicare di convivere sotto lo stesso tetto, scaldando gli animi e incitando alla rivolta. Nessuno vuole impedire l’autogestione, semplicemente la Città ritiene di voler destinare gli spazi attualmente occupati ad altre finalità di interesse pubblico, pur rimanendo disponibile per cercare insieme all’autogestione soluzioni logistiche alternative».

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