Finalmente un rappresentante governativo a Campione

Crisi

Il viceministro degli interni oggi ha visitato l’enclave per la prima volta dalla chiusura del casinò: c’è l’impegno politico ma molto lavoro da fare

Finalmente un rappresentante governativo a Campione
Matteo Mauri al suo arrivo a Campione a sinistra con il commissario Giorgio Zanzi a destra. © CdT/Gabriele Putzu

Finalmente un rappresentante governativo a Campione

Matteo Mauri al suo arrivo a Campione a sinistra con il commissario Giorgio Zanzi a destra. © CdT/Gabriele Putzu

Finalmente un rappresentante governativo a Campione
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L’autorevolezza del mandato - sottosegretario viceministro - in un ministero chiave quale è, per Campione d’Italia, quello degli Interni, ha fatto della visita del deputato Matteo Mauri nell’enclave, oggi pomeriggio, la premessa della concreta attenzione politica per le vicende campionesi. Per intanto un segnale, ma espresso di persona dall’esponente del Partito democratico - previe sollecitazioni dei suoi rappresentanti comaschi in Regione Lombardia e a Roma - che nell’enclave ha infuso speranze ad attese che durano da quasi quindici mesi, dal fatale 27 luglio 2018, quando la chiusura del Casinò aprì il capitolo più nero della storia di Campione d’Italia. Capitolo malauguratamente inconcluso, ma il Governo in carica adesso è direttamente coinvolto: il viceministro Mauri ha avuto informazioni di prima mano, sia dal Commissario prefettizio che regge il Comune dissestato anche sul piano dei servizi, sia dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori della casa da gioco e dell’Amministrazione comunale di Campione d’Italia. Per la prima volta, dunque, dal giorno della chiusura del Casinò, un rappresentante governativo ha voluto toccare con mano la criticità dell’enclave, e anche la specificità di un Comune incastonato in terra svizzera, senza analogie con qualsiasi altra realtà comunale italiana. Matteo Mauri ci ha messo la faccia, insomma, accettando anche un’interlocuzione fuori del palazzo municipale con i cittadini. C’è l’impegno politico, dunque, ma c’è molto, molto lavoro da fare: la considerazione di Matteo Mauri riguarda anche i rapporti intestini al Governo, la necessaria trasversalità con altri ministeri competenti, ma è acquisito che riapertura del Casinò, salvaguardia dei servizi alla collettività e questione della dogana “europea” sono priorità assolute. Che la politica si sia avveduta, a livello esecutivo, del “caso” Campione d’Italia e della sua eccezionalità, rincuora la comunità campionese anche se ancora manca la delega agli affari relativi alle case da gioco che il Ministro degli Interni dovrebbe quanto prima affidare, come invece non era stato fatto nel recente passato lasciando giacere, almeno in apparenza, il rapporto del Commissario straordinario sulle ipotesi di riapertura del Casinò. Rapporto dove sono stilati anche schemi di articolo di legge per provvedere ad accelerare il ritorno dei giocatori, cioè la chiave di volta, senza alternative, per la sopravvivenza e, negli auspici, la rinascita dell’enclave. Oggi soltanto la volontà politica rappresenta il potenziale soccorso salvifico nel groviglio giudiziario che imbriglia una situazione ormai esiziale.

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