Interventi fasulli

Franco Denti: «Difficile dire che le operazioni non ci siano state»

In merito al caso emerso dall’inchiesta del Caffè sul chirurgo della Ars Medica indagato per aver effettuato interventi fittizi, il presidente dell’Ordine dei medici invita alla prudenza

Franco Denti: «Difficile dire che le operazioni non ci siano state»
Foto Shutterstock

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LUGANO - Se i sospetti troveranno conferma (delle indagini si sta occupando il Ministero pubblico e, in particolare, la procuratrice pubblica Marisa Alfier) questo potrebbe essere uno dei casi più imbarazzanti e per certi versi incredibili riguardanti la sanità ticinese. Stando a quanto rivelato dal Caffè un neurochirurgo - attivo nella clinica privata Ars Medica - sarebbe al centro di un’indagine per aver compiuto delle operazioni fasulle, delle «non operazioni».

Come rivelato dal domenicale si sospetta che a quattro pazienti il medico avrebbe detto (e successivamente chiaramente anche fatturato) di aver compiuto quattro operazioni microchirurgiche (almeno in un caso si tratterebbe di una foraminotomia). Ma i pazienti temono ora che quelle operazioni non siano in realtà mai state eseguite. Perché? Continuando ad avere dolori si sono rivolti a un altro ospedale (il Civico di Lugano) che li ha sottoposti a una TAC. Esame da cui, ma il condizionale è d’obbligo, non risulterebbe traccia dell’operazione. Ci sarebbero i segni di una microincisione ma non dell’avvenuta foraminotomia. Motivo che tra l’altro ha spinto l’EOC a segnalare alle autorità in base all’articolo 68 sulla legge sanitaria. Se le ipotesi saranno confermate il neurochirurgo rischia di essere accusato di lesioni gravi intenzionale, truffa alle assicurazioni e falsità in documenti e certificati.

L’Ordine dei medici invita alla prudenza

Abbiamo chiesto un parere a Franco Denti, presidente dell’Ordine dei medici, che invita alla prudenza. «Io sinceramente - ci ha spiegato - in questo caso ci andrei molto cauto parlando di finte operazioni. Stiamo parlando di microchirurgia, di interventi che vengono effettuati al microscopio. È allora estremamente difficile capire se un’operazione non è stata effettuata oppure, semplicemente, è stata effettuata ma non ha avuto successo. O non ha avuto il successo sperato dai pazienti».

Franco Denti: «Dubito che l’intervento non sia stato eseguito»

Un caso che però, se confermato, sarebbe clamoroso e anche decisamente preoccupante. Detto che l’inchiesta è nelle fasi iniziali (il Ministero pubblico avrebbe stando a nostre informazioni sequestrato le cartelle mediche) e che nei prossimi giorni si potrà probabilmente avere un quadro più chiaro dell’accaduto, gli accertamenti proseguono. Ma Franco Denti è piuttosto categorico. «Io dubito fortemente, perlomeno per il caso di cui si è parlato sulla stampa, che l’intervento non sia stato eseguito». Stando al Caffé invece sia i medici che poi hanno curato i pazienti al Civico di Lugano, sia il medico cantonale Giorgio Merlani, nutrirebbero forti sospetti che il neurochirurgo - nei cui confronti vale il principio d’innocenza - si sia limitato unicamente a un’incisione della cute. Stando alle prime ricostruzioni i quattro interventi (non si può escludere che ce ne siano stati altri) sarebbero stati effettuati tra il 2018 e l’inizio di quest’anno.

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