Galeotto fu il progetto «Pimpirin», avvocato luganese a processo

In aula

Alla sbarra un avvocato ed ex consigliere comunale per malversazioni: avrebbe sottratto 1,3 milioni ai suoi clienti per finanziare un «fantomatico progetto» in Repubblica Dominicana

Galeotto fu il progetto «Pimpirin», avvocato luganese a processo
©CdT/Gabriele Putzu

Galeotto fu il progetto «Pimpirin», avvocato luganese a processo

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Si è aperto stamattina di fronte alle Assise criminali di Lugano il processo a carico di un avvocato (che nel frattempo si è autosospeso) ed ex consigliere comunale liberale di Lugano per ripetuta appropriazione indebita aggravata.

L’uomo, oggi 64.enne, è accusato di aver utilizzato impropriamente somme di denaro a lui affidate tra il 2011 e il 2015, causando un danno ai propri clienti che secondo la procuratrice pubblica Chiara Borelli ammonta a oltre 1,3 milioni di franchi. L’avvocato era stato arrestato nell’aprile del 2015 e aveva passato in carcere 77 giorni.

I conti a cui l’uomo avrebbe attinto sono sei, fra cui diverse comunioni ereditarie. I soldi che avrebbe sottratto sono stati utilizzati innanzitutto per il finanziamento “del fantomatico progetto Pimpirin”, nonché per spese proprie e per coprire ammanchi da lui cagionati ad altri clienti malversati (il classico buco-tappabuco). L’imputato invece di spese proprie parla di acconti, e per il buco-tappabuco parla di “visione a posteriori”: sarebbe un passaggio di fondi per creare una fondazione senza scopo di lucro. “Non ho mai attinto da conti a cui non avrei dovuto attingere”.

Quanto al progetto Pimpirin, l’ex avvocato l’ha spiegato così: “Era un’ipotesi di progetto che doveva diventare un’idea di progetto che doveva diventare un progetto elaborato e da realizzare. Le cose andavano avanti, poi sono sfuggite di mano”.

Alcuni soldi sono anche andati al promotore del progetto Pimpirin: “Per i suoi viaggi. Mi insospettiva che non tornasse subito? Ho ritenuto compatibili le sue spiegazioni per i ritardi con la situazione in Repubblica Dominicana, dove si trovava”. In altre parole il promotore ha accampato una serie di scuse che sul momento hanno soddisfatto l’imputato: “Non mi era noto che usasse il denaro per vivere agiatamente a Santo Domingo”.

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