Giovanna Viscardi vs Michel Tricarico: il videodibattito elettorale

Cotti in 15 minuti

La candidata PLR e quello PPD si sono confrontati sul tema del moltiplicatore - Lui: «Il 75% è la giusta velocità di crociera per Lugano» - Lei: «Non sono 200 franchi in meno a rendere più attrattiva la città»

Giovanna Viscardi vs Michel Tricarico: il videodibattito elettorale
Michel Tricarico e Giovanna Viscardo. ©CDT/GABRIELE PUTZU

Giovanna Viscardi vs Michel Tricarico: il videodibattito elettorale

Michel Tricarico e Giovanna Viscardo. ©CDT/GABRIELE PUTZU

* Le videointerviste sono state realizzate prima della crisi legata al coronavirus

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Il moltiplicatore d’imposta comunale e la Lugano del futuro. Questi i due grandi temi su cui hanno dibattuto in «Cotti in 15 minuti» Giovanna Viscardi (PLR, presidente del Consiglio comunale) e Michel Tricarico (PPD, capogruppo in Consiglio comunale), entrambi candidati al Municipio di Lugano alle prossime elezioni del 5 aprile.

Questione di punti
I nostri due ospiti nella redazione al Quartiere Maghetti nella Legislatura corrente si sono profilati particolarmente sul tema delle finanze cittadine. A proporre l’abbassamento di tre punti del moltiplicatore (dall’80% al 78%, prima, e al 77% poi) è stato Tricarico, mentre Viscardi aveva scelto di astenersi malgrado il suo partito fosse favorevole. «Quando due anni fa ho proposto di abbassarlo - ci ha spiegato Tricarico - era una questione di equità, visto che si prevedeva l’introduzione della tassa sul sacco e non volevo che si facesse pagare due volte lo stesso servizio. Per il futuro credo che per essere competitiva Lugano debba tendere al 75%». Una proposta in questo senso è stata bocciata negli scorsi mesi dal Legislativo a stretta maggioranza. «Credo comunque che sia la giusta velocità di crociera. Lo scorso anno la città ha perso 500 abitanti: bisogna chiederci se fra tutti i fattori che portano a una crescita non sia importante - come attrattore - anche lo strumento della leva fiscale».

Per Viscardi, invece, la priorità è un’altra: «Una riduzione del moltiplicatore, francamente, che risvolto ha sulle finanze del cittadino medio? Duecento franchi all’anno se è tanto. Durante la crisi la Città ha tolto una serie di servizi che rendevano Lugano più attrattiva non tanto dal profilo fiscale ma da quello della vivibilità. A rendere bella Lugano non sono i risparmi di 200 franchi quanto i servizi di prossimità. Oggi un anziano che vive nei quartieri della cintura è obbligato a venire in centro per beneficiare di determinati servizi. E si pensi a tutto quello che si è chiuso - come le toilette pubbliche e l’acqua delle fontane, o la riduzione di panchine e cestini. Sono piccole cose che magari non hanno rilevanza se prese da sole, ma per il cittadino sono abbastanza importanti».

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Pianificare il futuro
La stesura del Piano direttore unico della Città sarà uno dei leitmotiv della prossima Legislatura. Per Viscardi «dovrà avere una visione equilibrata del Comune e ripensare l’inserimento di diversi progetti messi in cantiere». «Inoltre - ha continuato - dovrà avere una visione globale sul verde e sul traffico, e prevedere delle zone di svago e culturali. Dovrà insomma essere pensato adeguandosi alle aspettative dei cittadini, prevedendo maggiori servizi nei quartieri della cintura». Per Tricarico, invece, «particolare attenzione dovrà essere data alla mobilità e alla socialità. Dobbiamo pensare alle generazioni future e soprattutto alla qualità di vita. Sarà importante il concetto di prossimità: penso a parchi di quartiere di facile accessibilità con percorsi di svago, e un’organizzazione che permetta di dare i servizi a tutti i cittadini».

Autostrada e ciclopiste
Fra le questioni da risolvere c’è quella spinosa della mobilità in centro città: «Il vero problema della mobilità a Lugano è l’insufficienza dell’autostrada - ha detto Tricarico, - e ben venga che l’USTRA stia pensando a una terza corsia dinamica. La sfida per il centro sarà però garantire la convivenza tra due mobilità lente: quella dei ciclisti e quella dei pedoni. Bisogna dare spazi ai primi ma non fare zone miste, altrimenti ci saranno conflitti con i secondi. Il problema è che le esigenze di mobilità individuale sono molto rapide, ma la realizzazione delle infrastrutture richiede anni fra procedure e ricorsi, e questo crea un scontro».

Per Viscardi «il piano del traffico oggi è pensato separatamente dalla pianificazione unitaria e quindi si stanno rattoppando gli errori fatti in passato. Bisognerebbe prevederne uno più duttile e malleabile che possa essere adattato in tempi più brevi al mutare delle esigenze». I due candidati si sono poi detti d’accordo sulla necessità di realizzare parcheggi per biciclette, oltre alle corsie ciclabili: una sfida relativamente facile da risolvere in quanto, hanno affermato, non richiedono tanto spazio.

Il campus USI-SUPSI
Un altro tema legato alla pianificazione è l’imminente apertura del nuovo campus USI-SUPSI a Viganello, prevista nell’autunno 2020. Per la Città è stata un’occasione persa per pianificare un vero e proprio quartiere universitario? «Probabilmente sì - ha risposto Viscardi, - ora ci sarà un campus qui e uno là: peccato che non sia potuta prevedere una cittadella universitaria, ma è prerogativa della Città il pianificare a macchia. Detto ciò è anche vero che se si vuole creare un po’ di movimento ci può anche stare di avere due campus in zone un po’ discoste che creano interscambi in città». Per Tricarico, infine, il segreto sarà «avere un certo coraggio e rispondere alle necessità del campus, soprattutto favorendo l’inserimento di start-up. Lugano ha sofferto la crisi, ma dove ci sono formazione e ricerca ci sono le idee, e le idee non sono mai in crisi. Per la città è una grandissima occasione: l’Università e la SUPSI sono motore di sviluppo per le future generazioni».

©CdT.ch - Riproduzione riservata
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