Gli autogestiti hanno 20 giorni per lasciare l’ex Macello

Lugano

Il Municipio ha deciso di notificare una disdetta formale della convenzione sottoscritta nel 2002 da Città, Cantone e Associazione Alba - Borradori: «Le ultime manifestazioni sono state la goccia che hanno fatto traboccare il vaso» - Bertini: «Dietro al pretesto di momenti culturali e di approfondimento si nascondono anche facinorosi e violenti»

Gli autogestiti hanno 20 giorni per lasciare l’ex Macello
© CdT/Gabriele Putzu

Gli autogestiti hanno 20 giorni per lasciare l’ex Macello

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Il Municipio di Lugano intende sgomberare l’ex Macello e di notificare una disdetta formale della convenzione sottoscritta nel 2002 con il Cantone e l’Associazione Alba, che rappresentava gli autogestiti. All’assemblea del Centro Sociale Autogestito è accordato un termine di 20 giorni per provvedere allo sgombero degli edifici. Se entro il termine indicato gli spazi non saranno liberati verrà avviata una procedura di esecuzione d’ufficio. L’Esecutivo resta disponibile in caso di un’eventuale richiesta di mediazione. Il capo dicastero Sicurezza e Spazi urbani Michele Bertini, quest’oggi in conferenza stampa, ha spiegato: «La comunità per vivere e stare serenamente insieme si dà delle regole. Alla base della vita in comunità ci sta il rispetto di queste regole e ci sta uno stato che per coloro che non le rispettano è pronto a sanzionare. Questo è dovuto a tutti i cittadini che si comportano bene. Questo è un atto dovuto per la credibilità delle istituzioni. Se il Municipio continua a tollerare questa situazione, il prossimo passo è chiamare la polizia e dirgli ‘non fate più multe, buttate via tutto’, perché non siamo in grado di svolgere il nostro lavoro di autorità. Lo stato di diritto, che piaccia o meno, ha delle regole, che sono state scelte, non da Michele Bertini o Marco Borradori, ma da un legislatore che è espressione della popolazione. Non ci si venga a dire che le manifestazioni a cui abbiamo assistito negli ultimi tempi a Lugano siano espressioni di democrazia, cultura e aggregazione giovanile. Sono delle chiare provocazioni, sono chiari atti di violenza. Un’autorità che rappresenta tutte le istituzioni non può continuare a far finta di nulla. L’aggregazione giovanile che abbiamo visto nelle ultime manifestazioni non è quella che Lugano vuole. Il Municipio è da sempre pronto a riconoscere l’autogestione come forma e proposta alternativa di momenti culturali, di approfondimento e di svago. Ma non stiamo discutendo di questo, dietro a questi pretesti e queste motivazioni si nascondono dei facinorosi, dei violenti e dei vandali: delle persone che non sanno cosa vuol dire vivere in comunità». Dal canto suo, il sindaco di Lugano Marco Borradori ha spiegato che sì, «l’autogestione può trovare diritto di cittadinanza, ma non deve trattarsi di inciviltà», e le ultime manifestazioni «sono state la goccia che hanno fatto traboccare il vaso».

© CdT/Chiara Zocchetti
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