«Ho subito pensato a Morges»

Il fatto di sangue

La ricercatrice Mirjam Eser Davolio dà una sua lettura di quanto avvenuto martedì a Lugano: «La Svizzera sembrava meno esposta, eppure non siamo al riparo da atti di violenza terroristica»

«Ho subito pensato a Morges»
© CdT/Gabriele Putzu

«Ho subito pensato a Morges»

© CdT/Gabriele Putzu

Mirjam Eser Davolio è ricercatrice presso il Dipartimento di lavoro sociale della Scuola universitaria di scienze applicate di Zurigo (ZHAW) e tiene corsi su estremismo e integrazione. A lei chiediamo una lettura di quanto accaduto ieri a Lugano. «Ho subito pensato a quanto accaduto lo scorso mese di settembre a Morges. Anche lì l’autore era una persona segnata, tra le altre cose, da problemi di tipo psicologico. E lo stesso sembra in questo caso, avvenuto appunto a Lugano. Al di là degli eventuali problemi psicologici però c’è un chiaro riferimento alla fede musulmana. Poi, se ci sono altri collegamenti con il jihadismo, lo si capirà attraverso l’inchiesta in corso».

Di fronte a ogni nuovo caso di terrorismo, quasi per provare a comprenderlo, a delimitarlo, a definirlo, si pensa in effetti...

Vuoi leggere di più?

Sottoscrivi un abbonamento per continuare a leggere l’articolo.
Scopri gli abbonamenti al Corriere del Ticino.

Abbonati a 9.- CHF

Hai già un abbonamento? Accedi

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Lugano
  • 1
  • 1