I Verdi prendono atto del risultato: «Ma veglieremo»

Polo sportivo

La sezione cittadina e quella cantonale del partito deplorano «la mancata presa di distanza da parte del Municipio rispetto a una campagna che nel corso del tempo è diventata sempre più intimidatoria»

I Verdi prendono atto del risultato: «Ma veglieremo»
© CdT/Gabriele Putzu

I Verdi prendono atto del risultato: «Ma veglieremo»

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I Verdi di Lugano assieme ai Verdi del Ticino «prendono atto con dispiacere del risultato della votazione odierna sul PSE», si legge in una nota congiunta. E ancora: «Il Municipio ha ottenuto l’accoglimento di un progetto tanto problematico attraverso una sorta di ricatto (FC Lugano declassato, anni e anni per il nuovo stadio...) che ha indubbiamente pesato sul risultato finale. Va poi ricordata la grande disparità di mezzi messa in campo, con una propaganda particolarmente pervasiva e aggressiva a favore del sì. Che in queste condizioni il 43% dei cittadini abbia votato no è un segno chiaro della debolezza di un progetto che presenta più problemi che opportunità, più cemento che sport».

I Verdi, in particolare, deplorano «la mancata presa di distanza da parte del Municipio rispetto a una campagna che nel corso del tempo è diventata sempre più intimidatoria, farcita di insulti e minacce espresse non solo sui social media da persone singole ma anche pubblicamente da parte di chi riveste posizioni di rilievo nella società e nell’economia luganese».

«Ci auguriamo – proseguono i Verdi – che il Municipio sappia tener conto delle puntuali osservazioni critiche emerse durante la campagna e, nella misura in cui è ancora possibile, portare le opportune correzioni. In particolare per quanto riguarda la nuova via Stadio, che ha il potenziale di compromettere la vivibilità e la vocazione sportiva del comparto, e l’assenza di un disegno concreto di trasporto pubblico in prospettiva di un sensibile aumento del traffico automobilistico».

In conclusione, rispetto alle perplessità attorno al progetto i Verdi promettono di essere «particolarmente attenti, nelle sedi istituzionali e fuori di esse, a quanto avverrà in questo comparto nei prossimi anni».

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