Il camion dimenticato nel lago: vale la pena recuperarlo?

Cassarate

L’autocarro d’epoca finito in fondo al Ceresio non verrà ripescato dal Cantone - Restano due possibilità: il suo proprietario o la Città, ma bisogna valutare costi e benefici - Les Routiers Suisses individua il modello: un Saurer degli anni ‘30 - Forse andava a Caprino

Il camion dimenticato nel lago: vale la pena recuperarlo?
Secondo gli esperti di camion d’epoca il modello potrebbe essere questo: un 5AE.

Il camion dimenticato nel lago: vale la pena recuperarlo?

Secondo gli esperti di camion d’epoca il modello potrebbe essere questo: un 5AE.

Potrebbe rimanere in fondo al Ceresio per sempre il camion filmato da un sommozzatore a decine di metri di profondità di fronte alla Lanchetta e protagonista di un nostro articolo settimana scorsa. Da noi contattato, in quanto il lago è di proprietà del Cantone, il Dipartimento del Territorio ha fatto sapere che non organizzerà il recupero del mezzo pesante e questo perché le sostanze inquinanti presenti al suo interno, probabilmente, sono già fuoriuscite da anni. In altre parole non ci sarebbe più alcun danno ambientale da evitare.

È anche una questione di rapporto fra costi e benefici, come evidenzia il presidente dell’Associazione Fondali Puliti del Ceresio Daniel Ponti, che annualmente insieme ai suoi colleghi sub libera il lago da chili di rifiuti di ogni genere. «Secondo me quel camion è irrecuperabile. Per la famosa Bugatti nel Verbano erano stati dispiegati mezzi enormi e la macchina aveva un valore non indifferente, oltre a pesare molto meno rispetto all’autocarro di Cassarate. Riportarlo a galla – conclude Ponti – sarebbe complicato anche a causa dell’effetto risucchio creato dal limo che lo ricopre da anni». E la Città? Per il momento da Palazzo civico non arrivano segnali di un eventuale recupero.

L’ultima possibilità è che a ripescare il mezzo sia il suo proprietario. Secondo nostre informazioni è ancora in vita e abita in città: farà riemergere questa storia o lascerà che il Ceresio la custodisca per chissà quanti altri anni?

La carta d’identità

Aspettando una risposta abbiamo cercato di sapere qualcosa in più sul camion d’epoca e su come è finito laggiù. Di che modello si tratta? David Piras, segretario generale di Les Routiers Suisses, associazione che raggruppa diciassettemila conducenti professionisti di veicoli pesanti, restringe la cerchia a due possibilità: «Penso sia un Saurer o di tipo A, ad esempio il 5AE del 1920-1930, oppure di tipo B, in particolare il 5BLD del 1930-1935». Gli anni di costruzione citati ci aiutano solo in parte a capire quando il camion di Cassarate si è inabissato nel Ceresio. I mezzi della Saurer sono conosciuti per la loro resistenza ed è possibile che il nostro camion, prima di affondare, abbia fatto un lungo viaggio nella storia della Svizzera.

Un tuffo nel passato

Sul perché l’autocarro sia affondato, al momento l’ipotesi più accreditata è che fosse utilizzato per il trasporto di materiale tra Cassarate e Caprino traghettandolo da una sponda all’altra del Ceresio e che durante una di queste traversate qualcosa sia andato storto. Forse era carico o destinato a caricare il Sasso di Caprino, una pietra che fino a qualche decennio fa veniva estratta da una cava proprio a Caprino e che è stata utilizzata per la costruzione di molte vecchie case di Lugano.

L’attività è descritta così in un nostro articolo pubblicato nel luglio del 1974: «Ancora oggi i barconi carichi di materiale di cava collegano la foce del Cassarate alla riva opposta, dove un immane buco nella montagna fornisce in abbondanza pietre durissime e taglienti come lame di coltelli. Quell’andirivieni di barconi lenti e silenziosi ha il sapore di una cosa d’altre epoche: quasi che quei battelli non conoscano il logorio del tempo e i ritmi dei nostri giorni».

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