Il caso Eitan sotto la lente della procura ticinese

Lugano-tel aviv

Accertamenti si starebbero concentrando sull’entrata del bambino da Chiasso e sulla sua partenza, insieme al nonno (accusato di rapimento), dall’aeroporto di Agno a bordo di un jet privato diretto a Tel Aviv

Il caso Eitan sotto la lente della procura ticinese
© CdT/Gabriele Putzu

Il caso Eitan sotto la lente della procura ticinese

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La procura sta indagando sul tragitto che il piccolo Eitan, unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone dello scorso 23 maggio, avrebbe fatto insieme al nonno (accusato di rapimento) sul territorio ticinese lo scorso 11 settembre. In particolare, gli accertamenti si starebbero concentrando sull’entrata del bambino da Chiasso e sulla sua partenza dall’aeroporto di Agno a bordo di un jet privato diretto a Tel Aviv. Ne dà notizia la RSI citando il ministero pubblico che ha confermato all’emittente di Comano l’avvio degli accertamenti in seguito alle notizie riportate dai media italiani. Il Corriere della Sera, lo ricordiamo, aveva parlato di un controllo della polizia cantonale vicino allo scalo luganese. La stessa autorità aveva però smentito il fatto. Le indagini condotte dal procuratore pubblico Pablo Fäh sono attualmente in una fase iniziale, che comprende la raccolta informazioni anche presso l’aeroporto di Agno. Tante domande ancora aperte per quanto riguarda i controlli in uscita dal territorio elvetico anche se, stando alla risposta fornitaci dall’Amministrazione federale delle dogane (che non ha comunque voluto esprimersi sul caso specifico), «un controllo dei documenti viene effettuato nel Sistema d’Informazione Schengen (SIS) quando una persona lascia il Paese. Se una persona è segnalata come scomparsa o rapita nel SIS, il doganiere può impedire alla persona di lasciare la nostra Nazione». Un modo, forse, di farci capire tra le righe che il nome di Eitan non figurava nel sistema SIS.

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